ENEA _e_ DIDONE _che si avanzano sotto un ombrello di tela cerata.—Il
temporale imperversa._
ENEA. Affrettiamoci verso la reggia... La pioggia è così dannata, che
non vi è ombrello il quale possa difenderci...
DID. Tornare dalla caccia senza aver preso un uccello... Ciò non mi è
mai accaduto. Ti confesso, diletto Enea, che il mio amor proprio di
donna e di regina ne soffre maledettamente...
ENEA. Credete... regina... Con questa acqua, con questo vento...
DID. Oh! che vedo? Una grotta! Se entrassimo là dentro... Che te ne
pare?...
ENEA. Non posso astenermi dal farvi riflettere che le grotte sono
ordinariamente ricettacolo di belve e di serpenti...
CID. _(con voce carezzante)_ In quella grotta non ci sono belve... Io
l’ho visitata più volte in ottima compagnia, e ti assicuro che se vi
ho trovato dei serpenti a sonaglio, questi non mi hanno procurato che
delle distrazioni gradevolissime...