TUTTI _(gridando confusamente)_.
No! no! ci spieghi un poco...
Come fra quelle tenebre
Nessuno ha visto il fuoco?
Il caso è inverosimile...
Qui c’è contraddizione...
Enea è un imbroglione...
ENEA _(alzandosi impetuosamente)_.
Tutto vi spiegherò...
DID. La vostra narrazione
Compite...
TUTTI. Basta! no!...
_(Tumulto, grida generali; Didone, Enea e Jarba, ciascuno a loro
volta, fanno dei gesti per imporre silenzio all’adunanza. Alla fine,
calmato il baccano, Enea si asside e ripiglia il discorso)_.
ENEA. Oggimai, poichè le cose sono giunte a tale che l’autorità della
mia parola non basta a rassicurare pienamente gli animi irritati
dalle gare e dalle passioni di partito; e vedendo altresì che i dubbi
suscitati _(additando Jarba che non cessa di ridere)_ dall’augusto
monarca qui presente, non derivano che dall’ignoranza completa dei
meccanismi stupendi, pei quali ai dì nostri si può creare la luce; non
mi resta, per convincervi d’un solo tratto, che a mostrarvi questo
involto _(cava dalla giberna una scatoletta di zolfanelli)_, dove
stanno rinchiusi non meno di duecento fiammiferi fulminanti. _(Levando
uno zolfanello dalla scatola)_. Vedete voi questo fuscellino di legno,
quasi impercettibile all’occhio, e leggiero come una pagliuzza?...
Ebbene: non avete che a confricarlo leggermente sulla scatoletta, sulle
vostre vesti, sulla muraglia, perchè ne divampi con subito scoppiettio
una fiammella vivacissima, atta a suscitare inestinguibili incendii. Se
volete, o signori, che io ne faccia subito l’esperimento...
ALCUNI. Sì... sì... vediamo!
ALTRI. Non ci fidiamo...