--Una lettera da Nyon--disse il cameriere, bussando sommessamente
all'uscio della mia camera.
--Chi scrive?... Quel matto di Francesco. Leggiamo:
«_Amico carissimo_,
»Se mai nel corso della vita ebbi ragione di maledire la precoce
canizie e le rughe che mi hanno difformato il volto, fu appunto nel
giungere in questo romantico paesello della Svizzera. Spiega sul
tavolo la carta geografica; cerca coll'occhio e colla mano quel punto
quasi impercettibile ove trovi scritto _Nyon_, e figurati di vedere un
gruppo di case pittoresche, sorgenti dal lago, circondate da colline e
poggetti ameni a vedersi, un cielo sempre sereno ed azzurro--un angolo
insomma del paradiso terrestre.
»Ma quello che non puoi avere inteso, e che neppure sapresti imaginare,
si è, che le più belle ragazze create da Dio a consolazione dei
mortali, albergano in quelle case, passeggiano sulla riva di quel lago,
e vengono ogni sera a respirare quell'aria balsamica.
»Sette sono le cospicue famiglie di Nyon; voglio dire le
ricche--perocchè, anche qui come in tutti i paesi del mondo, la
ricchezza costituisce il primato.--E in quelle famiglie vivono,
crescono e sospirano d'amore dodici ragazze, ciascuna delle quali
presenta un tipo distinto di quella celeste bellezza, che i poeti
descrivono negli erotici delirii della fantasia; che i pittori
impastano con tanto gusto sulle tele--che noi tutti abbiamo tante volte
sognata nel nostro letto di collegio, all'età di quindici anni. Or
bene, lo crederesti? In un paese tanto fecondo di bellezze femminili,
tu non trovi un solo giovinotto il quale possa destare in cuore di
fanciulla il più lieve sussulto d'amore. Coll'animo lacerato io ti
dico adunque: le dodici ragazze di Nyon hanno perduto ogni speranza di
trovarsi un marito nel proprio paese. Imagina la disperazione delle
madri, dei padri, dei tutori e più ancora delle povere figliuole, che
non trovano, per quanto girino gli occhi d'attorno, un viso d'uomo che
ispiri fiducia.
»Appena qui giunsi un vecchio dabbene mi narrò con le lagrime agli
occhi questa grande calamità del paese; perchè anch'egli è padre di due
ragazze bellissime, alle quali (riporto testualmente le sue parole)
spuntano già evidentissimi gli istinti del matrimonio E cercando io
qualche provvedimento a tanto infortunio, risolvetti di volgermi a
te, onde, a mezzo dei giornali, tu faccia appello al pubblico cortese
perchè coloro che desiderano una bella e ricca moglie si rechino in
questo paese tanto favorito, dalla natura.
»Le dodici ragazze di Nyon sono tutte infra i sedici e i venti
anni. Educate nei primarii collegi di Francia, parlano il francese,
l'italiano, il tedesco, e un po' l'inglese--suonano il pianoforte a
due mani, ed anche a una sola, secondo il bisogno--disegnano paesaggi,
farfalle, mosche ed altri animali, compresa la figura umana--sono
espertissime nei ricami, e scrivono con buona calligrafia, ed hanno poi
un'ultima dote--una dote, che io reputo la più interessante, la più
magnetica--una dote di circa cinquecentomila franchi per ciascuna.
»Amico.--Spero vorrai compiacermi di questo lieve favore... Non si
tratta che d'un semplice annunzio nei giornali più accreditati di
costì.--Nè credo necessario spiegarti per quali ragioni io prenda un
interesse sì vivo a queste povere figliuole... A suo tempo saprai
tutto, e vedrai che, come sempre, ho agito per scopo umanitario.
_Tuo devotissimo_
FRANCESCO R.»
--Ed io rimango in questa maledetta pozzanghera, a godermi un
vento sì nemico alla salute degli uomini ed alla pudicizia delle
donzelle!--A Nyon! A Nyon! Corriamo a respirare quell'aria imbalsamata
d'amore....--Pretenderebbe egli, quel matto di Francesco, che io
additassi agli altri la strada del paradiso, per rimanermene a cento
leghe di distanza? Sarei pure il dabben uomo s'io seguissi un tale
consiglio.
È inutile dire che il giorno istesso partii da Marsiglia alla volta di
Nyon.