V.

Un bel mattino, ecco entrar nel cortile un _tilbury_ elegante. Onorina

si affaccia al balcone; un giovinotto di circa vent'anni, biondo di

capelli, e senza un pelo al mento, la saluta con dolce sorriso.

--Oh! io t'ho ben riconosciuta.... io... Come ti sei fatta bella!

--Che?.... voi.... siete dunque?

--Voi?.... voi?... Che significa questo voi?

--Federico!....

--Onorina!

I due cugini si riconoscono, e corrono per abbracciarsi. L'una

precipita dalle scale, l'altro ascende con molta fretta...

s'incontrano.... si urtano; e Pasquale, correndo dietro alla moglie,

grida a tutta gola:

--Che furia è codesta? Chi è entrato nel cortile? Chi si è degnato di

visitarci?

--Mio cugino Federico.

--Un cugino! ben giunto! Quale onore!.... Presto! Sgozzate due

capponi.... e intanto, se il signore vuol prendere un cioccolatte....

La parola cioccolatte fa arrossire Onorina. Federico stringe la mano

di Pasquale; questi con mille parole e mille gesti gli esprime la sua

cortesia, poi corre a dar gli ordini, perchè si allestisca un pranzo

sontuoso.

La giornata trascorre rapidamente; Federico intrattiene Pasquale con

mille piacevoli baje; parla di politica, di teatri, di scienza, di

musica, non lasciando di volgere qualche occhiata alla bella Onorina,

che lo contempla e lo ascolta meravigliata. Il pranzo fu servito

sontuosamente.

--Oh! qui in campagna si vive pur bene! esclamava il giovinotto con

certa affettazione sentimentale. Per un uomo, quale io mi sono, stanco

del mondo e delle sue pazze gioie, non vi è soggiorno preferibile a

questo.

--La mia casa è a vostra disposizione, s'affrettava a rispondere il

buon droghiere. Se vi degnate di rimanere qualche tempo fra noi, sarà

per me e per mia moglie un vero favore.

--Basta! Vedremo. E volse furtivamente alla cuginetta una

scelleratissima occhiata.

Racconti e novelle · 第 164 / 234 题