Come ho detto--i preliminari durarono quindici giorni...
Una sera, la signora Amelia, tornando dal passeggio, era alquanto
spossata... Accusava una leggera indisposizione...
La accompagnai nella sua stanza da letto--ella si abbandonò
languidamente sopra un divano, e stendendomi il braccio tutto nudo, mi
pregò di sentire i battiti del suo polso.
La cameriera--un personaggio che finora abbiamo obliato in quanto nel
nostro romanzo intimo rappresentasse una parte affatto secondaria
sebbene favorevolissima--la cameriera, prevedendo il consulto e
l'ordinazione del medico, si offerse tosto di andare alla farmacia.
--Va pure, Angiolina!
La signora Amelia non aggiunse altro. Ma le cameriere indovinano
tutto--e Angiolina partì rapidamente senza attendere la ricetta.
Rimanemmo soli.--Buona Angiolina! che Iddio ti compensi delle tue
ottime intenzioni, e ti conceda di impiegare quest'ora, come tu meglio
desideri, col sottocuoco dello Stabilimento!
E qui--mi perdoni il lettore--è necessario che io riproduca una parte
del colloquio fra me e la signora Amelia--che io chiarisca questa scena
culminante del dramma, onde nessuno abbia la temerità di supporre oltre
il vero.
--Angiolina!... Mio Dio!... Come è imprudente quella ragazza!... Ella
se ne va... ci lascia qui soli!...
--Che serve, Amelia?--Non è la prima volta che noi ci troviamo così
deliziosamente accompagnati.... senza testimoni, senza...
--Ebbene: ti pare che io abbia la febbre?...
--Mi pare che tu sia più bella che mai... Non ho mai veduto i tuoi
begli occhi brillare di tanta luce!...
--Domani giungerà mio marito!--esclamò Amelia atteggiandosi a vittima.
--Egli!
--Rientrando allo Stabilimento, ho trovata una sua lettera che mi dà
questa consolante notizia.
--Domani!...
--Sicuro... domani.
Restammo alcun tempo senza parlare. La signora Amelia mi guardava
fissamente, con un'espressione ad un tempo desolata e provocante.
Io sentiva i doveri della mia situazione. Quando anche il fascino
voluttuoso di quella donna non mi avesse sollecitato, la paura di
rendermi ridicolo, di passare per un imbecille, doveva necessariamente
animarmi a tentare il più difficile assalto.
--Amelia--presi a dirle con trasporto--non puoi imaginare la terribile
scossa che ho provato! Eppure, tosto o tardi ciò doveva accadere...
Non era a sperarsi che questa esistenza potesse durare eternamente....
--Eravamo troppo felici!--rispose Amelia sospirando.
--Sì... abbastanza felici--proseguii con calore--per non avvederci
che tutto il nostro paradiso era costituito sull'orlo di un abisso!...
Quando tu mi parlavi di lui... di quell'uomo che non ha saputo
apprezzarti... che ti ha reso tanto infelice--che vuoi?--io prendeva
parte alle tue amarezze, io deploravo il tuo passato, senza riflettere
che queste amarezze e questo passato dovevano riprodursi in un prossimo
avvenire... La condotta di quell'uomo mi faceva raccapriccio; eppure,
io mi consolava con questo pensiero, che se egli fosse stato uno sposo
più tenero, più sensibile alle tue bellezze, più affettuoso--il tuo
cuore sarebbe rimasto a lui solo... Mi era fatto una singolare idea
della nostra situazione..... Appoggiandomi alle ragioni del cuore, mi
pareva che fra te e lui tutto fosse finito.--Per quindici giorni ho
potuto illudermi in questa chimera di felicità... Ed ora tu vieni
a dirmi; domani!... Ma dunque... fra ventiquattr'ore... i nostri
giocondi ritrovi, i nostri colloqui, tutti gli anelli di questa catena
deliziosa si scomporranno..... avrò cessato di stringere al labbro
questa tua mano così bianca... così morbida e soave!...
--Oh! spero bene--mi interruppe la signora col suo fare più
milanese--spero bene che la presenza di mio marito non ci impedirà
di passare insieme buona parte della giornata... spero bene che non
cesserai di accompagnarmi al passeggio--che, finita la stagione delle
acque, tornando a Milano, vorrai farmi qualche visita...
--Ma tu credi... Amelia.... tu credi proprio che non ci saranno
ostacoli per parte di lui?...
--Lui!... mio marito! Sta a vedere che Edmondo comincerà adesso a
farmi l'Otello!... Non te l'ho detto tante volte?... Io non sono una
donna per mio marito... Vedrai domani... Egli non crede che vi siano
al mondo degli uomini così privi di buon gusto da far la corte a sua
moglie!
--Si può esser più cieco?
--E più imprudente, dico io! All'ultima festa del Sindaco, lo scorso
carnevale, egli mi ha lasciata tutta la notte in balìa di un uffiziale
dei cavalleggeri, un bel giovinotto, che mi ha fatto ballare.... che mi
ha fatto ballare!... Crederesti? In tutta quella lunga serata, Edmondo
mi si è accostato una sola volta per ringraziare il mio cavaliere
della sua assiduità, per congratularsi con lui della sua instancabile
condiscendenza! Quasichè, a farmi ballare tutta la notte, quel povero
uffiziale avesse compiuto un eroico sacrifizio!...
--Amelia... Ciò che tu mi dici è incredibile!...
--E ti assicuro che quell'uffiziale non perdeva il suo tempo... e che
io più di una volta fui costretta di richiamarlo al dovere...
--Basta, Amelia! Mi vengono i brividi a pensarci! Io non potrei
tollerare che un altro uomo stringesse nella sua, questa tua mano
adorabile...
--Via, moderiamo questi trasporti! Il dovere... l'onore... la pace di
mio marito!...
--Questi capelli morbidi e profumati... queste labbra spiranti voluttà
... tutti questi tesori della bellezza....
--Calmati!... Dio!... Se qualcuno... se Angiolina.... rientrasse...
Ma in quel momento io era divenuto temerario come si può esserlo a
venticinque anni dinanzi ad una giovane avvenente donna, quando gli
scrupoli del rispetto e il ritegno di un vero e profondo amore non si
oppongano agli impeti violenti del sangue.
Amelia, inebbriata di vanità, opponeva alle mie sollecitudini una
resistenza che era tutta di parole.
--Badate! io vado in collera davvero! Io vi lascio... lasciatemi...
Io chiamo gente... Mio Dio! Se entrasse qualcuno.... Ma questi non
sono modi... Angiolina!.... Angiolina... dico!
Orribile contrattempo!
La signora aveva ripetuto non so bene quante volte il nome della fida
cameriera con voce bassa e interrotta dai sospiri.... E nondimeno un
rumore di passi, e due colpi bussati alla porta mi fecero trasalire....
mi obbligarono a riprendere una posa che in quel momento era per me la
meno naturale.
Angiolina entrò nella stanza con aria affannata....
--Presto, signora!... Una sorpresa... il padrone.... il signor Edmondo
è entrato nel cortile in un legno da posta..... Gli ho detto che
eravate un poco sofferente... Egli ascende le scale.... egli è là...
Mi alzai dal divano colla sollecitudine dell'uomo colpevole...e mossi
alcuni passi per uscire dalla camera....
--Restate! disse Amelia levandosi in piedi e afferrandomi la mano.
--Ma se egli!...
--Ma se egli sa tutto!--esclamò Amelia col suo fare più indifferente...
--Sa tutto!... Mio Dio!...
Il sangue mi si agghiacciò nelle vene. La voce del signor Edmondo Della
Rosa mi giunse all'orecchio... Egli si era fermato nell'anticamera
per dare alcuni ordini al cocchiere.... Amelia, senza abbandonare
la mia mano, mi precedette verso la porta per andare incontro ad
Edmondo.--Vi ripeto che egli sa tutto! mi ripetè con voce sommessa--e
poi, accennandomi di rimanere in disparte, diede una spinta all'uscio e
si trovò fra le braccia di suo marito.
Dopo quello slancio di tenerezza coniugale, compiutosi da ambe le parti
con sufficiente naturalezza, Amelia si volse a me per _presentarmi_ al
signor Edmondo Della Rosa suo marito.
Io mi feci innanzi timidamente.--Non osava levare la faccia.
--Io vi debbo molti ringraziamenti,--mi disse Edmondo coll'affabilità
più cordiale--io so tutto... so quanto avete fatto per mia moglie...
e spero che non cesserete di essere dei nostri in questi pochi giorni
che avrò il piacere di passare alle acque.
Così parlando, il marito di Amelia mi stese la mano ed io gliela
strinsi col fare più amichevole. Che non avrei dato per poter detestare
quell'uomo?....