XXVII.

Il caporale della guardia ordina ai militi di arrestarsi--poi,

avanzandosi di alcuni passi, prega gli assembrati a cessare dal baccano

ed a disperdersi.

--Noi non partiremo di qui, se prima non ci si rende giustizia!--grida

uno della folla.

--Sì! giustizia per tutti!--risponde il caporale--dunque: cominciate a

dar l'esempio voi col rispettar le leggi...

--È una vera infamia, una vera abbominazione, signor caporale!

--Queste parole sovversive non stanno bene sulla bocca di liberi

cittadini!... Signori: per la seconda volta io li prego di ritirarsi

... Loro sanno meglio di me che il ministero, fino a quando abbia il

suffragio della maggioranza della Camera...

--Eh! che del ministero a noi non importa un cavolo!... Noi vogliamo

una riparazione per la villania che ci venne fatta... Noi non

partiremo di qui, se prima non viene arrestato quel mascalzone che osò

gettare dalla finestra...

--Ma dunque, loro signori?...

--Ella non sa come sia cominciata questa faccenda... La sappia dunque,

signor caporale, che eravamo una compagnia di amici... Si veniva dal

Bettolino--si cantava la marsigliese...

--La marsigliese!... Loro signori vedono bene... che non si può

permettere...

--Si cantava dunque la nostra marsigliese italiana, che comincia

colle parole: _Daghela avanti un passo_!... Ci fermiamo alcuni

minuti sotto quelle finestre per intuonare le voci... Si prova--si

riprova il pezzo--e appena riusciamo a metterci d'accordo--patatach!

dalle finestre del terzo piano piomba in mezzo al nostro circolo una

catinella d'acqua, seguita dal fragile recipiente!

--È dunque vero quanto ascolto!--esclama il caporale, volgendo gli

occhi alle finestre del terzo piano.

E tutti gli astanti a ripetere l'istoria coll'accento di una

indegnazione sulfurea.

Racconti e novelle · 第 106 / 234 题