VI.

Frattanto la carrozza procedeva, e già toccava le porte del palazzo

reale.

All'ingresso di quel palazzo stava schierato un distaccamento di

guardie, la cui vista suscitò un _hurrà_ di meraviglia.--I nasi di

quelle guardie superavano in lunghezza e grossezza tutti i nasi fino

allora veduti.

Se il naso di re Piperio è di una linea più lungo--mormorò Sabetta--in

verità non capisco come questa regina dei Panami....

Ma in quel punto la carrozza si arrestò--gli sportelli si apersero--e

due scudieri genuflessi invitarono la coppia reale a discendere

protendendo i loro nasi perchè servissero da predellino.

--Sabetta! esclamò a mezza voce il re dei Citrulli--io prevedo che

difficilmente saprò conservare infino all'ultimo la mia serietà

diplomatica--purtroppo questo naso di re Piperio produrrà delle

tensioni inaspettate, e come giustamente prevedeva il nostro

ambasciatore, partorirà una conflagrazione generale. Basta!.., Eccoci

nella sala delle Cariatidi... Piperio non tarderà a comparire... Non

ti scostare, Sabetta... Tu puoi aiutarmi a star serio... Poni il tuo

piede sul mio, e appena vedi spuntare dalle cortine il gran naso del

re, appoggiati con tutto il peso della persona su' miei ventiquattro

calli... Se è vero che il dolore paralizza la ilarità, noi riusciremo

forse con questo innocentissimo stratagemma ad evitare delle collisioni

molto più gravi.

Cucurbio ebbe appena il tempo di finire il discorso e Sabetta di

applicargli i tacchi alle estreme falangi del piede, quando una voce da

clarone annunziò l'entrata di re Piperio e della sua augusta consorte.

--Salute al re dei Citrulli!--salute alla degna sua sposa--salute alle

nobili dame ed agli illustri cavalieri che si piacquero visitare i miei

stati!

Tali parole profferì Piperio solennemente, avanzandosi di tre passi per

abbracciare il monarca straniero.

Cucurbio lanciò di sbieco una occhiata nelle profondità del cappello

per richiamarsi alla mente l'esordio del suo discorso.--Poi, nell'atto

di alzare lo sguardo al volto dell'augusto suo ospite, non mancò di

ripetere sottovoce alla moglie:--«premi i calli, Sabetta... o ch'io mi

perdo!»

Che è stato?... Perchè gli sguardi di Re Cucurbio errano smarriti in

quel folto laberinto di nasi che formano il cortegio di re Piperio?...

Ma ecco, le labbra di re Cucurbio si agitano per moto convulso, e

riescono finalmente a formulare una domanda:

--Qualcuno di loro signori... saprebbe di grazia indicarmi con

precisione quale sia l'augusto mortale a cui si competa il nome ed il

titolo di re Piperio?

--Io sono quel desso--risponde Piperio, avanzandosi d'altri tre passi.

--No! no! non è possibile! tradimento! tradimento! ruggisce il re

di Citrulia, arretrando fino al fondo della sala. Si chiami il mio

ambasciatore. Egli solo potrà smentire l'inganno, se è vero che qui

inganno ci sia. Che se poi la menzogna, il tradimento fosse opera di

lui, se egli avesse esagerato ne' suoi dispacci, se io dovessi nel più

mingherlino e spuntato dei nasi riconoscere il naso di re Piperio;

in tal caso... (io qui lo giuro per la mia e per la sacra barba di

mia moglie) la testa di quel fellone si vedrà rotolare all'istante su

questi tappeti.

Un cupo mormorio si sollevò dalla sala, non appena Cucurbio ebbe finito

di parlare. Pareva a tutti di trovarsi in presenza di uno di quei

prologhi misteriosi e fatali da cui si sviluppano le più sanguinose

tragedie.

I seguaci di re Cucurbio stringevano le else... La regina Sabetta, in

un crocchio di dame e di damigelle, esprimeva i più strani commenti:

--Che quel naso sia rientrato per effetto di una commozione troppo

viva?... Ho inteso dire che un tale fenomeno si è spesso avverato...!

--In verità, rispondevano le dame, dopo tanta aspettazione... e in

confronto degli altri... quel nasuccio fa proprio compassione a

guardarlo.

Frattanto, trascinato da due dragomani, lo sciagurato ambasciatore del

re di Citrulia, l'autore del fatale telegramma, col volto livido e

abbattuto giungeva nel mezzo della sala.

--A te!--grida Cucurbio con voce stonata; leva la fronte, gira gli

occhi d'intorno, e poi fa di additarmi quale sia fra tanti nasi il vero

re dei Panami.

L'ambasciatore si levò tutto tremante, e, accostandosi col debito

rispetto a re Piperio, gli toccò leggermente la pantofola coll'indice.

--Dragomani! urla Cucurbio--levate le daghe, e la testa di questo

fellone rotoli all'istante sul pavimento.

I dragomani si avanzano.... L'ambasciatore alza un grido--in tutta

la sala si manifesta la più viva agitazione--allorquando re Piperio,

avanzandosi nuovamente di tre passi, interpone il suo naso fra la

vittima e i carnefici.

--Mio regale cugino, augusta Sabetta, ministri, signori, dame e

damigelle dei due regni disuniti, ascoltate la voce della giustizia e

della verità! Quest'uomo è innocente...

--Innocente! brontola re Cucurbio.--Ma dunque... chi sarà dunque

colpevole?... Io non commetterò l'indelicatezza di credere che voi, mio

augusto cugino, abbiate voluto farvi gioco della mia e della generale

aspettazione, sottraendo con qualche prestigio o sortilegio per noi

inconcepibile, un naso che tutti i principi dell'Asia anelano di

ammirare e di inchinare.... Se ciò fosse, voi comprendereste, o regale

cugino, ch'io avrei mille piuttosto che una ragione per ritenermi

corbellato ed offeso--e ch'io dovrei da questo momento presentarvi un

_ultimatum_.

Re Piperio sorrise. Egli era troppo lieto e superbo del trionfo

ottenuto, per dissimulare o alterare menomamente la verità. La sua

risposta fu dunque schietta, calma e dignitosa.

Egli espose tutta la istoria delle sue apprensioni... Narrò della

fiera, insanabile melanconia ond'era stato assalito... Non dissimulò i

vivi risentimenti e i propositi disperati del giorno in cui gli venne

annunziato che il re di Citrulia muoveva alla volta dei suoi Stati per

farsi giuoco di quella eccedenza che a lui, re Piperio, cagionava le

più orribili angoscie.

--Fortunatamente, concluse l'oratore, Iddio mi ha messo al fianco

un uomo di genio, uno di quei ministri che sono la benedizione dei

principi e degli stati.--Il suo stratagemma era semplicissimo:

«Chiamate intorno a voi i più grandi nasi del regno, formatevi una

corte di nasi, che in lunghezza, grossezza e capacità vincano il

vostro.--Allorquando il re Cucurbio e le persone del suo seguito

avranno veduto le proboscidi dei vostri cortigiani e delle vostre

guardie di palazzo, il vostro naso, per una illusione ottica

naturalissima, farà l'effetto di un nano in una assemblea di giganti...

--Oh il bravo! oh! l'astuto! oh! il meraviglioso ministro!--gridarono

ad un tempo migliaia di voci, quando Piperio ebbe finito di parlare.

Canella, come un attore chiamato al proscenio, fece un profondo inchino

all'assemblea e poi, nel silenzio generale, proferì questi detti:

--Spero bene che la lezione potrà giovare in molti casi a tutti i

ministri che sono o che verranno.--Quando, per esempio, un ministro si

avveda che il suo re è un imbecille, ricordando la _Storia dei nasi_,

troverà subito il modo di farlo passare per un uomo di spirito...

--Come? sentiamo!--domandarono ad un tempo il re dei Citrulli e il suo

ministro.

--Circondandolo di cretini--rispose Canella.

Racconti e novelle · 第 29 / 234 题