RELLING, MOLVIK _e_ DETTI.
RELLING. (_viene da casa seguito da Molvik_) Che c’è, che è successo?...
GINA. La mia Edvige.... è morta.... Crediamo (_con urlo_) Una
disgrazia.... È morta.
ERM. (_prendendo Relling per un braccio_) Vieni, salvala, salvala, se
lo puoi.
RELLING. (_mette da una parte il tavolo ed esamina il corpo di Edvige,
breve pausa, tutti piangono, il vecchio Ekdal fissa terribilmente
Relling_) Coraggio, la vostra Edvige non è più..
ERM. (_inginocchiandosi_) Ed è per me, ed è per me. (_singhiozza_).
RELLING. Ma come avvenne ciò?
ERM. Voleva uccidere l’anitra selvatica....
GINA. E... il colpo forse ferì lei....
RELLING. (_pensieroso guardando Gregorio_) L’anitra selvatica?
EKDAL. (_si alza e va nel fondo della scena, dominando tutti con il suo
sguardo_) È la foresta, è la foresta che si è vendicata.
ERM. Dunque è morta?
RELLING. La palla le è penetrata nel cuore, ora è nel buio eterno.
GREG. (_piano a Relling_) No, nella beatitudine eterna.
RELLING. (_alza le spalle senza rispondergli_).
ERM. Se tu puoi renderle la vita, per un momento solo, per dirle che
l’amo.... No, no... (_stringendo i pugni_) Ma se è vero che una potenza
vi è lassù, come può permettere ciò?
GINA. Erminio, ella era un angelo, noi non eravamo degni di averla.
(_Molvik è presso al divano e prega_).
RELLING. (_tenta levargli la pistola_) Non si può.... La porterà nella
tomba. Ora piuttosto portatela nel suo letto.
GINA. Tocca a noi Erminio, non ad altri.
(_Erminio e Gina prendono Edvige e la portano nella stanza di
Erminio_).
MOLVIK. (_benedicendo il cadavere_) Polvere eri, e polvere ritornasti.
(_incrocia le mani sul petto e segue il cadavere_).
(_Gregorio si avvicina a Relling, durante il loro colloquio il
vecchio Ekdal li fissa agitato, commosso — il dialogo tra Relling e
Gregorio deve essere detto in brevissimo tempo_).
RELLING. (_a Gregorio_) Quello non fu un colpo accidentale....
GREG. (_commosso_) Sarebbe a dire?
RELLING. Ha puntato la pistola al petto.... È un suicidio non una
disgrazia.
GREG. (_commosso_) Osservò la nobiltà di cuore di Erminio?
RELLING. Davanti alla morte tutti diventano tali.... In poco tempo non
si ricorderà più di lei.
GREG. E che, Erminio?...
RELLING. Non parliamone ora.
GREG. (_colpito da un’idea_) Relling.... Temo d’avere questo torto....
La vita non vale nulla.
RELLING. Varrebbe ancora qualche cosa se voi vi rinunciaste e ci
lasciaste in pace. — Ma andiamo da loro. (_via_)
EKDAL. (_va dalla parte ove uscirono Relling e Gregorio, è commosso e
pallido_) Edvige, Edvige.... (_con voce terribile_) È la foresta, è la
foresta che si è vendicata, (_va vacillando verso il solaio_).