SCENA VIII.

RELLING, MOLVIK _e_ DETTI.

RELLING. (_viene da casa seguito da Molvik_) Che c’è, che è successo?...

GINA. La mia Edvige.... è morta.... Crediamo (_con urlo_) Una

disgrazia.... È morta.

ERM. (_prendendo Relling per un braccio_) Vieni, salvala, salvala, se

lo puoi.

RELLING. (_mette da una parte il tavolo ed esamina il corpo di Edvige,

breve pausa, tutti piangono, il vecchio Ekdal fissa terribilmente

Relling_) Coraggio, la vostra Edvige non è più..

ERM. (_inginocchiandosi_) Ed è per me, ed è per me. (_singhiozza_).

RELLING. Ma come avvenne ciò?

ERM. Voleva uccidere l’anitra selvatica....

GINA. E... il colpo forse ferì lei....

RELLING. (_pensieroso guardando Gregorio_) L’anitra selvatica?

EKDAL. (_si alza e va nel fondo della scena, dominando tutti con il suo

sguardo_) È la foresta, è la foresta che si è vendicata.

ERM. Dunque è morta?

RELLING. La palla le è penetrata nel cuore, ora è nel buio eterno.

GREG. (_piano a Relling_) No, nella beatitudine eterna.

RELLING. (_alza le spalle senza rispondergli_).

ERM. Se tu puoi renderle la vita, per un momento solo, per dirle che

l’amo.... No, no... (_stringendo i pugni_) Ma se è vero che una potenza

vi è lassù, come può permettere ciò?

GINA. Erminio, ella era un angelo, noi non eravamo degni di averla.

(_Molvik è presso al divano e prega_).

RELLING. (_tenta levargli la pistola_) Non si può.... La porterà nella

tomba. Ora piuttosto portatela nel suo letto.

GINA. Tocca a noi Erminio, non ad altri.

(_Erminio e Gina prendono Edvige e la portano nella stanza di

Erminio_).

MOLVIK. (_benedicendo il cadavere_) Polvere eri, e polvere ritornasti.

(_incrocia le mani sul petto e segue il cadavere_).

(_Gregorio si avvicina a Relling, durante il loro colloquio il

vecchio Ekdal li fissa agitato, commosso — il dialogo tra Relling e

Gregorio deve essere detto in brevissimo tempo_).

RELLING. (_a Gregorio_) Quello non fu un colpo accidentale....

GREG. (_commosso_) Sarebbe a dire?

RELLING. Ha puntato la pistola al petto.... È un suicidio non una

disgrazia.

GREG. (_commosso_) Osservò la nobiltà di cuore di Erminio?

RELLING. Davanti alla morte tutti diventano tali.... In poco tempo non

si ricorderà più di lei.

GREG. E che, Erminio?...

RELLING. Non parliamone ora.

GREG. (_colpito da un’idea_) Relling.... Temo d’avere questo torto....

La vita non vale nulla.

RELLING. Varrebbe ancora qualche cosa se voi vi rinunciaste e ci

lasciaste in pace. — Ma andiamo da loro. (_via_)

EKDAL. (_va dalla parte ove uscirono Relling e Gregorio, è commosso e

pallido_) Edvige, Edvige.... (_con voce terribile_) È la foresta, è la

foresta che si è vendicata, (_va vacillando verso il solaio_).

L'anitra selvatica · 第 70 / 72 题