SCENA IX.

EDVIGE _e_ DETTI.

EDVIGE. (_dalla porta della cucina_) Cosa dici, padre mio, cosa

dici?....

GINA. (_a Erminio_) Guardala!

ERM. Non avvicinarti, EDVIGE. Va via, non mi guardare così.... Oh! i

tuoi occhi! i tuoi occhi!... Addio. (_corre precipitosamente verso la

porta_).

EDVIGE. (_attaccandosi al suo collo_) No, no, non andar via.

GINA. Erminio, guarda la tua Edvige, guardala.

ERM. No.... non voglio.... non posso.... lasciatemi partire, lasciatemi

andar via di qui. (_si svincola con forza da Edvige e parte_)

EDVIGE. (_desolata_) Mamma, egli ci lascia.... mamma, egli non torna

più, non torna più.... (_si getta singhiozzante sul divano_).

GINA. Edvige, angelo mio, calmati, tornerà, sta quieta, tornerà....

EDVIGE. (_sempre distesa sul divano_) No, no... non ritorna più....

mamma, non ritorna più.

GREG. (_turbato_) Signora Ekdal.... sulla memoria di mia madre, le

giuro che non avevo preveduto il male che faccio.

GINA. (_seria_) Io lo credo.... possa perdonarle Dio.

EDVIGE. (_sempre sul divano_) Ne morrò dal dolore.... ma che gli ho

fatto io?... Mamma, rendimelo, rendimelo....

GINA. (_risoluta_) Sì, sta tranquilla, lo andrò a cercare, (_si mette

in fretta un mantello che era appeso all’attaccapanni e si avvolge

sul capo un velo_) Forse è da Relling.... ma non piangere Edvige mia,

promettimi di non piangere.

EDVIGE. (_singhiozzando_) Sì, te lo prometto, che se torna.... non

piangerò più. (_dà in un scoppio di pianto_).

GREG. (_a Gina che vuol andare_) Lasci prima che il suo dolore abbia

uno sfogo. (_accenna a Edvige_).

L'anitra selvatica · 第 57 / 72 题