RELLING. (_entrando_) Ebbene come sta l’anitra selvatica?
ERM. Ah! Ah!... Tu mi chiedi dell’anitra selvatica e.... Che fu ferita
dal vecchio Werle.
RELLING. Cosa c’entra il vecchio Werle.... Parlavate forse di lui?
ERM. Già, di lui.... e di voi, anche.
RELLING. (_piano a Gregorio_) Scommetto che ne avete fatta qualcheduna
delle vostre, voi, con le vostre ubbie di perfezione morale.
ERM. Cosa stai borbottando a Gregorio?
RELLING. Nulla, gli facevo un augurio.... e gli consigliavo
d’andarsene, ma d’andarsene presto, se no finisce per farvi ammattire
tutti.
GREG. (_accennando agli Ekdal_) Caro Relling non impazziscono questi
due. Di Erminio non me ne parli, lo conosciamo. Ma anche lei, la
signora Ekdal ha nel fondo del suo essere delle preziose, delle solide
qualità di cuore e...
GINA. (_piangente lo interrompe_) Doveva lasciarmi come era.
RELLING. (_a Gregorio_) Ma si può sapere cosa vuole, cosa pretende fare
lei, in questa casa?
GREG. Voglio gettarvi le basi di una vera famiglia.
RELLING. Crede forse che la famiglia Ekdal non vada bene ora?
GREG. Pur troppo no. È una famiglia.... Come ve ne sono tante, come,
forse, sono tutte, ma non è il vero ideale della famiglia, che fa
l’uomo perfetto.
ERM. Relling, tu non puoi nemmeno supporre quanto difficile e penosa
sia, per l’uomo, l’ora che conduce alla perfezione.
RELLING. Sciocchezze, sogni.... Sogni da prete e da poeta matto.
(_a Gregorio_) Mi dica quante sono le famiglie modello che lei ha
incontrato fino ad oggi?
GREG. Nessuna, pur troppo, dappertutto non vidi che famiglie immorali.
RELLING. Io non fui ammogliato e di famiglia quindi me ne intendo poco.
Solamente so che in ogni modo cosa sacra e inviolabile sono i figli, e
non vorrei, caro signor Gregorio, che questa povera fanciulla avesse a
soffrirne.
ERM. Oh! La mia povera Edvige! Oh! La mia povera Edvige!
RELLING. Abbia prudenza, io la conosco bene e può far nascere qualche
disgrazia.
ERM. (_con ansia_) Una disgrazia?
RELLING. Sì, la sua malattia potrebbe aggravarsi.
GINA. (_con ansia_) Signor Relling, perchè parla così?
ERM. (_c. s._) Il pericolo per gli occhi è dunque imminente?
RELLING. Gli occhi ora non c’entrano; Edvige è in un’età pericolosa, la
sua fantasia esaltata può spingerla a delle pazzie.
GREG. (_a Relling_) E voi, medico, come spiegate ciò?
RELLING. (_rispondendo con malo modo_) È nell’età dello sviluppo, la
più pericolosa per una fanciulla.
ERM. Ma Edvige avrà sempre in suo padre un aiuto e un conforto.
(_Picchiano all’uscio di destra_).
GINA. Caro Erminio, c’è gente. (_va verso l’uscio_) Avanti, avanti pure.