GINA. (_sulla soglia dell’uscio di entrata, tenendo in mano una lastra
fotografica, parlando verso l’interno_) Stieno sicuri. Lunedì la prima
dozzina sarà pronta — la seconda va bene per mercoledì? Arrivederci....
(_saluta, chiude la porta, si ferma a guardare contro luce la lastra,
poi la ripone in una cassetta_)
EDVIGE. (_venendo dalla cucina_) Sono partiti?
GINA. (_rassettando la stanza_) Sì, finalmente, non c’era verso di
accontentarli.
EDVIGE. (_inquieta_) Mamma, ma, e perchè papà non è ancora tornato?
GINA. Hai visto se è da Relling?
EDVIGE. No, non c’è, fu da lui un minuto fa.
GINA. Mi rincresce perchè gli si raffredda il pranzo.
EDVIGE. È strano; lui che non tarda mai cinque minuti.
GINA. Non metterti idee per il capo, presto sarà qui, non dubitare....
Taci. (_tendendo l’orecchio_) Eccolo.