EKDAL. (_sulla soglia dell’uscio_) Del resto poi, Erminio, una grande
fretta io non l’ho.
ERM. Credevo tu fossi seduto a scrivere.
EKDAL. Al diavolo anche Groberg! Un giorno o due potrà bene aspettare
e....
ERM. E tu poi, non sei uno schiavo.
EKDAL. Ti ho da parlare a proposito dell’anitra.
ERM. Vuoi andarci? Vuoi che t’apra l’uscio?
EKDAL. Sì, mi fai un piacere.
ERM. (_si alza e apre i due battenti del solaio_) Anche questo è finito.
EKDAL. Sicuro, hai ragione, per domani ha da essere finito tutto.
ERM. Già, domani. (dal solaio aperto vedesi nel fondo la luce del sole,
mentre vedonsi galline per terra che razzolano e piccioni che volano).
ERM. Entra dunque, cosa aspetti?
EKDAL. (entrando) E tu?
ERM. Credi forse.... (scorgendo Gina che s’affaccia alla porta della
cucina) Io? Non ho tempo, ho da lavorare. Ma con questa luce!...
(abbassa una tenda che copre l’entrata al solaio; la tenda sarà di
vecchia e grossa tela nel fondo, ma la parte superiore è formata da una
rete, per modo da potere vedere, stando in piedi nel solaio, andando al
tavolo) Mi lasciassero almeno in pace cinque minuti.
GINA. Volle entrare là.... Farò del rumore poi.
ERM. Sarebbe stato meglio, quasi, fossi sceso, per un poco alla
bettola. (sedendosi) Vuoi qualche cosa?
GINA. Volevo domandarti se ho da apparecchiare qui per la colazione.
ERM. Se venisse qualche cliente oggi?
GINA. Non verranno che quei due sposi che vogliono farsi fare il
ritratto.
ERM. (arrabbiato) Non potevano scegliere un altro giorno?
GINA. Ma non verranno prima della una, e a quell’ora tu dormi.
ERM. (calmandosi) Allora tutto va bene (Erminio durante queste battute
ha lavorato sempre)
GINA. Mi raccomando lavora, di questa tavola non ho bisogno;
apparecchierò su questa di mezzo.
ERM. (seccato) Mi pare che lavoro a faccio tesoro dei minuti.
GINA. (con voce dolce) Io faccio presto, dopo sei libero. (ritorna in
cucina)
EKDAL. (sulla porta del solaio, ma sempre dietro la rete) Erminio?
ERM. Che c’è?
EKDAL. (_c. s._) Credo che se spingessi in là la tinozza.
ERM. È un pezzo che tu lo dicevi.