--Anne-Marie, il Re vuole udirti a suonare.
--Il Re? il vero Re?
--Sì!
--Non un Re di racconti delle fate?
--No. Il Re d'Inghilterra.
--Quello che era ammalato tanto tempo fa e che io ho fatto guarire?
Nancy sorrise.
--L'hai fatto guarire tu? Questo non lo sapevo.
--Sì,--disse Anne-Marie con gravità.--L'ho fatto guarire io. Il giorno
del mio natalizio al Gartenhaus. Tu eri via.
--Sì, io ero via,--sospirò Nancy.
--E avevo sette candele intorno alla torta che mi aveva regalato
Fräulein.
--«Das Geburtstagskuchen»,--pronunciò Fräulein, con gutturale
solennità.--Avevi sette candele; una per ogni anno della tua vita.
--E, sai, mamma!--ogni candela è un desiderio,--spiegò Anne-Marie a sua
madre.--Si desidera una cosa, poi si soffia, e se la candela si spegne
subito, allora il desiderio si compie. Fräulein l'ha anche messo in
poesia:
_Se il cuore è puro
E il desiderio sicuro,
Spegni la candela,
E avrai tutto quello che vuoi._
--Ma no, ma no,--corresse Fräulein.--Non è così. Gli ultimi due versi
sono:
_Soffia una sola volta,
E vuol dire che il cielo ti ascolta!_
Nancy rise.
--Ma non vedo cosa c'entri col Re.
--C'entra,--spiegò Anne-Marie.--Perchè io avevo sette desideri, e ne
avevo fatto una lunga lista tanto tempo prima. Avevo desiderato,--e
Anne-Marie colla testa appoggiata al petto di sua madre, enumerò:--prima
un cavallino tutto bianco con la coda lunga; poi una casa pel
Schopenhauer; poi un battello a vapore per andarti a prendere, perchè
non venivi mai; poi un vestito magnifico per Fräulein; e poi un orologio
d'oro per Elisabeth; e poi un altro orologio, più d'oro, per te; e poi
un altro per me; e poi un altro cane, non come Schopenhauer, ma nero con
zampe bianche; e poi...
--Ma mi pare che siano già più di sette cose,--disse Nancy.
--Ce n'erano ancora! Ed erano tutte cose di cui avevo molto
bisogno,--disse gravemente la piccola.--Ma allora tu mi hai scritto che
il Re era ammalato.
--Mi ricordo,--disse Nancy.
--Mi hai detto che era il Re del tuo papà, ed era tanto buono che
perdonava tutti. Degli intieri paesi pieni di gente cattiva, lui li
perdonava!
--E' vero,--disse Nancy.
--E mi hai detto di pregare il buon Dio che lo facesse guarire.
--Sì,--disse Nancy.
--Io invece non ho fatto così. Ho detto a Dio: «Aspetta un momento!» E
il giorno dopo era la mia festa, e avevo i sette desideri.
Allora,--continuò gravemente Anne-Marie, assorta nei ricordi,--quando ho
visto le candele accese ho pensato che per il tuo Re rinuncerei a un
desiderio... e invece dell'orologio per Elisabeth, ho desiderato che il
Re guarisse. Poi ho rinunciato anche al vestito per Fräulein, e ho
desiderato ancora che guarisse il Re. Poi ho pensato che potevo anche
fare a meno del cane nero; e poi ho lasciato andare anche il cavallo, e
il bastimento, e tutto!--Anne-Marie alzò verso la madre i fidenti occhi
azzurri.--E ho spento tutte le candele perchè guarisse il Re!... Così, è
guarito.
Nancy la baciò.
--Che buona bambina,--disse.
--E adesso, proprio quel Re vuol vedermi e sentirmi suonare!--disse
Anne-Marie, pensosa.--Come è strano!... Credi che farei bene a dirgli
che l'ho salvato io?
--Forse no,--disse Nancy.--Forse è più bello averlo fatto senza
dirglielo.
... E Anne-Marie non lo disse.
--... Ma egli lo sapeva, lo sapeva! Io non gli ho detto niente, eppure
lo sapeva,--singhiozzò Anne-Marie, chiusa nelle braccia di sua madre, e
tutta scossa d'emozione, narrandole alla sera gli avvenimenti di quel
giorno solenne.--L'ho visto nei suoi occhi che mi guardavano così
dolcemente! Oh mamma! mentre suonavo avrei voluto dirgli che, se allora
ho dato sette desideri per la sua vita, oggi, che ho dieci anni, potevo
dargliene tre di più!... Ma quando ho smesso di suonare, egli mi ha
detto: «Grazie! oh, grazie!»... Eppoi mi ha baciata. Dunque sapeva
tutto!... Sapeva quanto l'amavo!--Anne-Marie avvicinò la guancia al viso
della mamma, e soggiunse piano:--Forse Dio gliel'ha detto!
Ora, forse, o piccola Anne-Marie, Dio gliel'ha detto.
* * * * *