La mattina seguente Aldo s'alzò presto e uscì a comperare una bambola
per Anne-Marie... Gli parve che la situazione lo richiedesse. Andò alla
Condamine, dove i negozi sono meno cari.
Gli fece male al cuore di spendere sette franchi e cinquanta--una «mise»
e mezza! Ma veramente le bambole che costavano meno erano orride a tal
punto che egli sentì di non potere con una di esse comperarsi
l'indulgenza e la pace. Durante un folle istante gli balenò persino
l'idea di comperarne una (con vere ciglia) che costava ventotto lire. Ma
poscia, più che i timori di prolungate scene, potè l'economia; e Aldo
prese la bambola di sette franchi e mezzo, le cui ciglia dipinte
rimanevano fissamente e illogicamente in cima alle palpebre, anche
quando gli occhi erano chiusi.
Anne-Marie ne fu beata.
Nancy era una fredda e pallida statua. Aldo mandò Anne-Marie e la
bambola a giocare in giardino, mentre egli nella sala di lettura si
accinse a spiegare le cose a Nancy.
Ecco: i sistemi, tutti i sistemi erano frode e inganno... pura frode e
inganno! Glielo aveva detto Grimeaux, il «croupier»... e se non lo
sapeva Grimeaux...
--Avanti,--disse Nancy.--Questo non mi interessa.
Dunque non c'era che un solo modo di guadagnare al gioco, e questo
era...
--Tutto questo lo so,--disse Nancy.--Chi era quella donna?
Aldo la guardò con occhio di profondo rimprovero.
--Nancy! Tesoro mio!--disse.
Ma Nancy non si commosse. Aveva la faccia più piccola del solito, e
molto severa.
--Ho domandato chi è quella donna.
--Ma è nessuno... assolutamente nessuno! Una vecchia gallina in parrucca
gialla... Si chiama Mrs Doyle. Ecco, adesso lo sai. Adesso sei contenta.
Ma Nancy non era contenta.
--E' inglese?
--No, no, americana, del Far West. Un volatile delle praterie!...
Un'anitra occidentale! Ah, ah, ah! com'è buffa!
E Aldo rise lungamente, ma da solo. Quando ebbe completamente terminato
di ridere, Nancy inarcando le sopracciglia disse:
--Ebbene?...
--Ebbene, stavo dicendoti di Grimeaux, che è qui al Casino da sedici
anni e che mi ha detto: «L'errore che tutti i giocatori fanno, è di
raddoppiare in perdita». Quando tu perdi...
Aldo gesticolava colle lunghe mani, allargando i gomiti e rialzando le
spalle. Nancy lo osservava fredda e ostile.
--Pare un ostricaro di Santa Lucia,--disse fra sè.--Come mai ho potuto
delirare per la sua bellezza?
Poi, scorgendo nel giardino Anne-Marie che baciava la bambola della
Condamine, gli perdonò.
--... quando tu perdi,--proseguiva Aldo,--tu corri dietro ai tuoi
denari, raddoppi, triplichi, perdi la testa... ed ecco «la debâcle»!
Mentre invece, quando si guadagna, si è sempre tutta prudenza e cautela;
si gioca un luigi alla volta, e quando si ha vinto cento franchi si
esce, dicendo: Ecco, per oggi basta!... Ebbene, lì sta l'errore! Bisogna
continuare, bisogna rincorrere la vena, «doubler la mise gagnante»...
--Hai parlato abbastanza di tutto ciò,--interruppe Nancy.--Voglio
sentire il resto.
--Eh, come mi aggredisci!--disse Aldo imbronciato.--Il resto è
semplicemente questo: quel buon volatile occidentale...--E qui Aldo ebbe
un nuovo accesso di solitaria ilarità. Quando si fu calmato sotto
l'occhio gelido di Nancy, continuò:--Dunque quella, ieri sera, mi
prometteva appunto di prestarmi i denari necessarii, quando sei
capitata tu! E sai pure come sono le donne!... Per loro «la famiglia» è
sempre una cosa insopportabile.
Nancy, immobile, lo guardava.
--Non so cos'hai da guardarmi così!--disse lui.--Mi vuoi mettere di
cattivo umore?
Nancy si alzò.
--C'è un treno per Milano alla una,--disse.--Lo prenderemo.
E andò di sopra nella sua camera.
Aldo uscì nel giardino, e si divertì con Anne-Marie e colla bambola
della Condamine.
A mezzogiorno Nancy si affacciò al balcone, e chiamò sua figlia. La
piccola obbedì malvolontieri, e venne su lentamente, trascinando per le
scale la bambola. Aldo la seguì.
Anne-Marie fu messa a sedere sul letto, e sua madre le infilò le
scarpette da viaggio di cuoio giallo. Aldo, seduto vicino alla finestra,
guardava in giardino, tamburinando colle dita sui vetri.
Nancy mise ad Anne-Marie il paltoncino, e le posò in testa il cappello
di paglia floscia, legandole i nastri bianchi sotto al mento. Poi disse
a suo marito:
--Siamo pronte.
--E chi pagherà il conto dell'albergo?--disse Aldo, senza voltarsi.
Nancy lo guardò, sorpresa.
--Ma non hai denari?--chiese.
--Ho ottantadue franchi e quaranta centesimi,--disse Aldo.
--Dov'è il resto?
Aldo soffiò sulle dita:
--Partito! Svanito!
Nancy sedette sul letto accanto ad Anne-Marie. Vi fu un lungo silenzio.
Aldo si mosse nervosamente.
--Te l'avevo pur detto io, che i sistemi non valevano niente...
Nancy non rispose. Cercava di pensare, cercava di comprendere. In
questioni di denari capiva poco, ma questa cosa la capiva. Non
possedevano più nulla. Come sarebbero ritornati a Milano? E, a Milano,
come avrebbero vissuto? Con sua madre? Ma Valeria doveva già angustiarsi
e privarsi, da che si erano date ad Aldo le quaranta mila lire. Non
prendeva più carrozze. Le scatole di cioccolattini che regalava ad
Anne-Marie erano un po' più piccole. Portava un mantello dell'anno
scorso, regalatole dalla zia Carlotta.
E la zia Carlotta, anche lei, brontolava sempre pei denari. Diceva che
quando voleva spendere cinque lire doveva girarle in mano tre volte, e
poi se le rimetteva nel borsellino, e si lagnava amaramente che Adele
non potesse trovar marito, perchè aveva troppo poca dote, e gli uomini
oggi-giorno non guardavano che i denari.
C'era la zio Giacomo, caro angelo di vecchio brontolone! Certo lui li
avrebbe aiutati. Ma aveva i vecchi debiti di Nino da pagare; e poi
tutti, tutti andavano a farsi dare denari da lui. Parenti lontani,
vecchie conoscenze, amici decaduti, tutti gli scrivevano periodicamente
domandando quattrini. E lui s'arrabbiava, e giurava sempre che questa
era l'ultima volta...
L'unica persona della famiglia che fosse ricca era Carlo. Ma Nancy ben
sapeva che Carlo, per suo fratello, non avrebbe più fatto nulla, mai.
Che cosa accadrebbe? Che ne sarebbe di loro?
Essa guardò Aldo: era seduto nella poltrona a dondolo, la testa
abbandonata all'indietro e gli occhi rivolti al cielo. Egli si era
appunto ricordato che Nancy gli aveva trovato una somiglianza con San
Sebastiano, ed ora, per commuoverla, assumeva, per quanto gli era
possibile, l'espressione straziata dell'adolescente Santo trafitto.
Nancy distolse gli occhi. La vista di quell'inetto e insensato uomo la
irritava indicibilmente. Per confortarsi guardò, vicino a sè, la piccola
Anne-Marie, così savia e felice colla sua bambola. Si chinò e le baciò
la guancia fresca.
Aldo si drizzò e disse:
--Sarà meglio che vada.
--Dove?--chiese Nancy.
--Ma... al Casino, eh? Ho detto che ci sarei alle dodici e mezza.
--Per trovarti con quella donna?
--Già,--brontolò Aldo.
--Dio! Dio!--disse Nancy giungendo le mani, annichilita, pallida di
vergogna per lui.--Che sangue hai tu nelle vene?
Era il sangue di molte generazioni di lazzaroni napoletani--begli
animali indolenti, paghi di star sdraiati al sole--incrociato ed
alterato dal sangue dell'economico nonno bottegaio che vendeva coralli e
vedute del Vesuvio in via Chiaia.
Aldo sentì che era tempo di reagire.
--Insomma, è facile parlare. Ma vuoi dirmi,--e sporse, nel gesto così
espressivo e meridionale, le due mani, colla punta delle dita strette
insieme, e le scosse davanti a Nancy,--vuoi dirmi un po' cosa devo fare
io, povero diavolo? cosa devo fare?
Anne-Marie alzò gli occhi. Guardò sua madre, e le parve che avesse
bisogno di essere confortata. Stese la bambola verso di lei:
--Bacia!--disse. Poi guardò suo padre. Forse aveva bisogno anche lui di
conforto.--Bacia,--disse, offrendogli la bambola a braccia tese.
Aldo balzò in piedi e cadde in ginocchio davanti a entrambe. Baciò la
bambola, e il paltoncino di Anne-Marie, e le ginocchia di Nancy, e poi
nascose il volto in grembo alla bambina, singhiozzando. Anne-Marie
subito pianse e strillò, e Nancy li baciò tutt'e due, consolandoli.
--Non piangere, tesorino mio! Non piangere, Aldo! Non importa. Vedrai
che tutto si accomoda. Aldo, non piangere più! Non posso vederti
piangere!
Aldo continuò a singhiozzare dicendo che sarebbe meglio che andasse ad
ammazzarsi. E dopo che Nancy lo ebbe perdonato, e consolato, e
incoraggiato, alzò il viso smorto, e gli occhi rossi, e disse:
--Allora, vado al Casino?
Nancy impallidì. Era inutile, inutile tutto. Egli non capiva. Era fatto
così; e non sapeva che si potesse essere diversi.
--No,--disse lei.
Egli allora si sedette, e sospirò; e guardò fuori dalla finestra.
Nancy scese e andò dalla proprietaria dell'albergo a chiedere il conto.
Mentre lo stavano preparando, la buona donna disse:
--Vogliono dunque partire oggi?
Nancy si fece rossa.
--Non so... non so, finchè non ho visto il conto.
La proprietaria, che aveva udito lo strepito di sopra (Aldo piangeva
forte come un bambino), e che era un poco inquieta per i suoi denari,
disse in tono confidenziale:
--Monsieur ha già preso il suo «viatico»?
E come Nancy non capiva.
--Ma sì, il viatico del Casino. Se Monsieur ha giocato e ha perduto,
l'amministrazione gli renderà qualche cosa. Monsieur non ha che a
domandarlo. E poi,--aggiunse piano con una occhiata alla spilla di
perle che Nancy portava al collo,--nel caso che Madame desiderasse di
saperlo, il Monte di Pietà è a due passi, appena passato il Crédit
Lyonnais.
Il conto era di cento ventitrè franchi. Nancy riferì ad Aldo la storia
del viatico, ed egli, con un'aria di cane bastonato, disse che lo
andrebbe a domandare.
--Quanto credi che ti daranno?--disse Nancy.
--Non so,--disse Aldo, che si sentiva in obbligo di essere cupo e
taciturno.
--Due o tre mila franchi?--chiese Nancy.
--Probabilmente,--disse Aldo.
--Non accetterai nulla da quella donna? Me lo giuri?
--Sì, sì, giuro,--disse Aldo, abbandonando quattro flaccide dita alla
mano fervida ch'ella gli tendeva.
Poi se ne andò lentamente; ma appena voltato l'angolo della strada,
s'affrettò.
Nancy salì nell'abbaino e gli fece le valigie. Con profonda compassione,
quasi con rimorso, piegò e ripose i molli abiti noti: le floscie
giacche, i vacui panciotti, le melanconiche cravatte. Povero Aldo! non
era colpa sua se non aveva carattere. Ella non avrebbe dovuto lasciarlo
venir qui. Non era un baluardo, lui; l'aveva ben detto Clarissa, anni
fa. Era debole, era inetto, era moscio. Ebbene, Nancy sarebbe il
baluardo.
Sapeva già che cosa avrebbe fatto. Mettiamo che il Casino rendesse
loro... tre o quattro mila lire. Tornerebbero a Milano; lascierebbero la
casa in via Senato, e prenderebbero un appartamentino modesto fuori di
Porta. E Nancy scriverebbe. Riprenderebbe il suo lavoro. Ah! a quel
pensiero il sangue le pulsò più rapido. Anne-Marie starebbe colla nonna,
perchè era impossibile fare un lavoro serio con le manine di béby che vi
si aggrappano alle vesti e al cuore. Nancy andrebbe a vederla tutte le
sere, dopo aver scritto le sue cinque o sei ore lungo il giorno. Aldo
tornerebbe nell'ufficio dello zio Giacomo. Quel buon vecchio zio Giacomo
sarebbe felice di riprenderlo, per amor di lei e di Valeria. Farebbero
una vita modesta; Aldo dirigerebbe l'andamento della casa; già, il
sorvegliare la spesa e il disputare colla serva sui conti, erano cose
che lo divertivano. E una volta dileguate le... diciamo, quattro o
cinque mila lire del Casino, il Libro sarebbe pronto, il Libro
uscirebbe! Il «Ciclo di Liriche» le aveva fruttato venti mila lire, e
non era che un sottile volumetto di versi. Questo Libro farebbe grande
rumore in Italia, essa lo sentiva, lo sapeva. E sarebbe tradotto in
tutte le lingue. Ah! avrebbe voluto che il manoscritto fosse qui!
Sentiva che avrebbe potuto riprendere subito il lavoro...
Chiuse gli occhi, ricordando. Tutte le figure che ella aveva create,
legate l'una all'altra dal sottile filo rosso del concetto, balzarono
fuori dalle pagine neglette, e le tornarono tumultuanti nel cuore. Ella
si sentiva simile al leone di Browning:
_You could see by his eye, wide and steady,
He was leagues in the desert already._
Anche lei, anche lei era già a leghe nel deserto. Era già lontana
nell'immensa solitudine dell'ispirazione...
Uno strillo lacerò il silenzio, uno strillo acuto, prolungato,
trafiggente.
Era Anne-Marie sul balcone. La bambola! la bambola! era caduta! era
morta!
Nancy, accorsa subito, si affacciò alla ringhiera e guardò giù nel
giardino. Sì, la bambola della Condamine era là, sulla ghiaia. Ed era
morta. Metà della faccia le era saltata via e giaceva a qualche passo di
distanza.
Proprio in quell'istante Aldo aprì il cancello, ed entrò. Scorse subito
la piccola cosa inerte ai suoi piedi, e la sollevò. Poi alzò gli occhi
al balcone e vide la faccia turbata di Nancy e la frenesia di dolore che
contorceva il piccolo viso di sua figlia. Non fece che un cenno colla
mano, e ripartì, portando via con sè la bambola morta. Passava una
carrozza ed egli la fermò. Disse al cocchiere:
--La Condamine. E in fretta!