Maggio portò alla bambina un dente. Giugno gliene portò un altro, e le
gettò uno sprazzo di luce dorata sui capelli. Agosto le mise sulle
labbra una parola o due. Settembre la mise ritta e titubante sui
piedini. E Ottobre la spinse a correre con passi vacillanti, attonita ed
estasiata, nelle braccia della mamma.