XXI.

*

* *

Nancy si mosse, sospirò!... poi lenta aprì gli occhi. Era sveglia.

Nella camera attigua Valeria singhiozzava tra le braccia dello zio

Giacomo, e la zia Carlotta baciava Adele, e baciava Aldo, che, pallido

con gli occhi rossi, stringeva la mano a tutti.

Attraverso la porta socchiusa Nancy udiva le loro voci sommesse e

bisbiglianti; e ne sentì un vago e languido piacere. Ma ecco che un

altro suono le colpì l'orecchio: un suono dolce, staccato, regolare--che

pareva il lento battito d'una pendola. Quel suono le dava un senso di

calma profonda e soave. Volse il capo sui guanciali e guardò. Era la

culla!

Accanto vi sedeva, sonnecchiando, la Suora, reggendosi la fronte con una

mano, mentre coll'altra, posata sulla sponda della culla, faceva, anche

nel dormiveglia, la dolce mossa automatica del ninnare.

Nancy sorrise e richiuse gli occhi. Quel battito regolare la sopiva, e

la riconduceva verso il sonno. Ella si sentiva ineffabilmente

tranquilla, illimitatamente felice.

Era finita l'attesa; erano passati i timori. Ora la vita si apriva più

vasta sopra più vasti orizzonti. L'anima sua era placata, appagata e

senza desiderio.

Ed ora, con un sommesso tremito di gioia, le tornò nella memoria il suo

Libro; il suo Libro che la aspettava, fermo dove ella lo aveva lasciato

quella sera in cui l'avvenire aveva pulsato entro il suo seno. L'opera

che doveva vivere la chiamò con voce piana, e le ripiegate ali

dell'aquila fremettero...

Nel crepuscolo oscillante della culla la creatura aprì gli occhi e

pianse:

--~Ho fame.~

I divoratori: romanzo · 第 35 / 90 题