*Dei piaceri in inverno.*
Questa è la stagione più monotona e melanconica dell'anno. Il sole più
non ci riscalda, e pare che ci abbia abbandonati. La neve bianca e
fredda copre come un funebre lenzuolo tutta la campagna. Ovunque è
tristezza, ovunque è torpore.
Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel fanciullo che se ne stanno
rincantucciati al caminetto, non lo è però pel giovane, il quale trova
nell'inverno dei cari e graditi divertimenti. Egli sfida i rigori del
verno per assistere all'opera, al dramma, ai concerti; egli sfida la
neve per correre dove la danza lo chiama e lo attira, e non lascia la
minima occasione per festeggiare l'amore e il piacere.
Una molestia dell'inverno è il freddo delle mani e dei piedi. Freddo che
deriva da ciò che il sangue più non circola nella rete muscolare
superficiale, ma bensì è spinto nei vasi interni.
È sopratutto nell'inverno che il vecchio deve usare a sè stesso tutti i
riguardi, perchè il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi piaceri
devono essere quelli del focolare, della lettura, della conversazione,
dei giuochi di famiglia che occupano e cacciano la noia.
È nell'inverno poi che si gustano maggiormente i piaceri dell'amicizia,
perchè in questa stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione.
Un vero amico non è mai abbastanza custodito. L'amicizia è un porto dove
si rifugia durante l'uragano, ove si felicita dopo il pericolo. Qual
maggior gioia di quella di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico, al
quale si hanno mille cose da confidare, mille da sentire!
L'inverno è anche la stagione più propizia ai pranzi, ai festini, ai
banchetti. In questa epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco
possiede maggior energia; le sue funzioni hanno luogo più prontamente, e
può quindi digerire più presto una maggiore quantità di alimenti che
nelle altre stagioni.
È nell'inverno che si hanno le feste di Natale e quelle del primo giorno
dell'anno.
Quest'ultima in Francia è festeggiata da tutti, non solo dai bimbi che
desiderano i regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano gradite le
riunioni di famiglia.
Il carnevale viene poi a portare l'allegria ai giovani, e procurare loro
mille sorta di piaceri nei quali la folla delirante si getta a capo
fitto.
E quì termina l'opera, lo scopo della quale non solo era di accennare i
piaceri delle diverse stagioni, ma bensì di cercare di assegnar loro un
limite uniformandole alle norme dell'igiene. Dunque di nuovo
raccomandiamo ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle cose
della vita, perchè, come abbiamo accennato in questo libro, possono
apportare gravi sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse anche
la morte!