CAPITOLO XIII.

*Igiene dell'età matura.*

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L'igiene di questa età comprende le azioni della vita fisica e morale,

ma principalmente sulle tendenze essa deve apportare i suoi consigli.

Come già abbiamo accennato, ciò che si impadronisce dell'uomo a questa

età è l'ambizione e la vanità. È infatti in questa età che l'uomo

ambisce alle cariche, agli onori, alle ricchezze, alle distinzioni.

Questa passione se non oltrepassa i limiti è di vantaggio all'uomo,

perchè gli dà il coraggio e il desiderio di sopportare e di riescire.

Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora è dannosa e rende

all'individuo che è assalito la vita pesante e penosa. È allora che il

desiderio di possedere ricchezze, di acquistare una fortuna, si

impossessa di lui e gli resta nella mente come un'idea fissa. Si

combatta dunque questa passione al suo nascere, si cerchi qualunque

mezzo per soffocarla, perchè la _tendenza all'acquisività_, spinta

all'eccesso, può diventare _avarizia_, e all'avarizia va sempre unita

l'invidia, questa passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, e che

sempre cresce e mai non gli lascia riposo.

Tuttavia anche quando questa passione si è impadronita di noi non

bisogna mai disperare, perchè con forza d'animo si può sradicarla dal

cuore. I mezzi che si suggeriscono sono i soliti che distruggono il

nostro spirito, e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la caccia, la

pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, ecc.

I piaceri che in questa età predominano sono i piaceri della tavola.

Abbiamo già detto che l'individuo giunto a questa età ricerca tutte le

vivande le più piacevoli e i vini più squisiti, perchè questi piaceri

sono quelli che maggiormente rallegrano l'individuo. Questi piaceri,

gustati moderatamente, sono di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano

distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in liete brigate d'amici e

di compagni.

Ma se questi piaceri occupano troppo la mente dell'individuo, allora

degenerano nella ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato da

tutti, può nuocere immensamente alla salute. L'abuso delle vivande

stuzzicanti e dei liquori sono cagioni di gravissime infermità che,

sviluppandosi presto o tardi, sono però d'una gravezza talora

irrimediabile.

Le bevande alcooliche in ispecie portano un immenso danno al sistema

nervoso, e producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono

l'intelligenza dell'individuo che ne abusa, rendendolo vecchio prima del

tempo e inutile a sè stesso ed alla società.

Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri pranzi di famiglia, perchè

sono essi mezzi eccellenti per far nascere le gioie sì pure e sì sante

come quelle dell'amicizia. Però ricorderò ancora che coloro che sono

ingordi e mangiano più del bisogno diventano stupidi, sonnacchiosi,

pigri, vanno soggetti a malattie infiammatorie e possono con tutte le

probabilità essere colpiti d'apoplessia.

Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli animali; mangiare e bere

solamente quando hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito per

gustare gli squisiti cibi e le delicate vivande. Fin che si è giovani la

costituzione è robusta, e non sente le tristi conseguenze degli eccessi,

ma giunti all'età matura gli organi, trovandosi logorati, non prestano

intiero il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono i bagordi

trascorsi.

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Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni · 第 50 / 145 题