*Igiene dell'età matura.*
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L'igiene di questa età comprende le azioni della vita fisica e morale,
ma principalmente sulle tendenze essa deve apportare i suoi consigli.
Come già abbiamo accennato, ciò che si impadronisce dell'uomo a questa
età è l'ambizione e la vanità. È infatti in questa età che l'uomo
ambisce alle cariche, agli onori, alle ricchezze, alle distinzioni.
Questa passione se non oltrepassa i limiti è di vantaggio all'uomo,
perchè gli dà il coraggio e il desiderio di sopportare e di riescire.
Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora è dannosa e rende
all'individuo che è assalito la vita pesante e penosa. È allora che il
desiderio di possedere ricchezze, di acquistare una fortuna, si
impossessa di lui e gli resta nella mente come un'idea fissa. Si
combatta dunque questa passione al suo nascere, si cerchi qualunque
mezzo per soffocarla, perchè la _tendenza all'acquisività_, spinta
all'eccesso, può diventare _avarizia_, e all'avarizia va sempre unita
l'invidia, questa passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, e che
sempre cresce e mai non gli lascia riposo.
Tuttavia anche quando questa passione si è impadronita di noi non
bisogna mai disperare, perchè con forza d'animo si può sradicarla dal
cuore. I mezzi che si suggeriscono sono i soliti che distruggono il
nostro spirito, e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la caccia, la
pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, ecc.
I piaceri che in questa età predominano sono i piaceri della tavola.
Abbiamo già detto che l'individuo giunto a questa età ricerca tutte le
vivande le più piacevoli e i vini più squisiti, perchè questi piaceri
sono quelli che maggiormente rallegrano l'individuo. Questi piaceri,
gustati moderatamente, sono di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano
distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in liete brigate d'amici e
di compagni.
Ma se questi piaceri occupano troppo la mente dell'individuo, allora
degenerano nella ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato da
tutti, può nuocere immensamente alla salute. L'abuso delle vivande
stuzzicanti e dei liquori sono cagioni di gravissime infermità che,
sviluppandosi presto o tardi, sono però d'una gravezza talora
irrimediabile.
Le bevande alcooliche in ispecie portano un immenso danno al sistema
nervoso, e producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono
l'intelligenza dell'individuo che ne abusa, rendendolo vecchio prima del
tempo e inutile a sè stesso ed alla società.
Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri pranzi di famiglia, perchè
sono essi mezzi eccellenti per far nascere le gioie sì pure e sì sante
come quelle dell'amicizia. Però ricorderò ancora che coloro che sono
ingordi e mangiano più del bisogno diventano stupidi, sonnacchiosi,
pigri, vanno soggetti a malattie infiammatorie e possono con tutte le
probabilità essere colpiti d'apoplessia.
Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli animali; mangiare e bere
solamente quando hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito per
gustare gli squisiti cibi e le delicate vivande. Fin che si è giovani la
costituzione è robusta, e non sente le tristi conseguenze degli eccessi,
ma giunti all'età matura gli organi, trovandosi logorati, non prestano
intiero il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono i bagordi
trascorsi.
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