Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori, era un bel giovane sui 24
anni circa, e studiava volonteroso alla Facoltà di Parigi, quando per
somma sventura gli morì il padre. Passatogli il primo dolore, e
trovandosi padrone d'un bel capitale, si recò di nuovo a Parigi, che
aveva lasciato per recarsi in famiglia. Gli amici suoi, sapendolo ricco,
si attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano dell'inclinazione
di Massimo ai piaceri per godere alle sue spalle.
Da principio erano festini, gite in campagna, pranzi in compagnia di
donne prive del pudore. Vennero in seguito le serate, le orgie, alle
quali Massimo invitava tutti i suoi compagni libertini e le loro
mantenute. Il nostro povero giovane che camminava diritto al precipizio
era da tutti adulato, tutti lo riguardavano come il campione della
festa, ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione. Ma il
patrimonio intanto scemava, e la salute gli si era alterata. A 25 anni,
in seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri d'amore, pareva
già vecchio. Le sue forze erano esauste, il suo volto era pallido e
macilento, gli occhi senza vita, come coperti di un fitto velo; una
completa calvizie denotava una precoce caducità.
Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì, ed ebbe abbastanza intelligenza
per comprendere che la sua vita sarebbe oramai perduta. Per cui decise
di finirla in mezzo ai più folli piaceri.
E così fu.... Pochi giorni dopo diede una festa sontuosa, alla quale
invitò tanti amici e prostitute quanti ne poteva capire la sala. Questa
era tutta messa a nuovo, tutta dorata ed illuminata da mille candele. I
fiori più rari esalavano un odore delicato e soave, tutto invitava
all'orgia. Il banchetto incominciò. Lascio al signor lettore immaginarne
la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un vero inferno: uomini e
donne, assaporati i cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini ed a
liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri, ai più ributtanti piaceri, e
al pari dei bruti, quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono
sul pavimento, gli uni addosso agli altri, seminudi e nelle posizioni
più schifose. Era una scena ributtante. Quando il sole era già alto
sull'orizzonte, parecchi ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda
svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro, lo scossero, lo chiamarono
ripetutamente!.... Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente
ad una giovane donna, era freddo cadavere!
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