Quando l'amore si fa sentire nell'animo del giovane, palpita il primo
suono ardente di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È la vista
d'una graziosa giovanetta degli occhi neri ed espressivi che gli ha
messo nell'animo questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli allora
abbandona i giuochi, i trastulli di bambino, fugge i compagni, cerca
solo i luoghi poetici e nascosti per poter sognare di lei, per lasciar
libero corso all'immaginazione sua. E lo assale una dolce melanconia che
in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi d'amore che lo assale e gli
fa trascorrere istanti dolci e felici.
A questo grado di amore giungeva quello d'Emilio e la sua _bella_ se
n'era accorta e il contraccambiava di pari affetto vero e sincero. I
colloqui si succedevano, ed in uno di questi Emilio afferrata la mano di
Lei, che dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un bacio ardente, un
bacio che svelava la sua interna e violenta passione. Quel bacio fece
sussultare ambedue, e fece battere i loro cuori d'uno stesso palpito
violento e pieno di amore. Emilo ed Aspasia erano felici; le
dichiarazioni d'un amore eterno, che si sarebbe seppellito con essi
nella tomba, si succederono. I baci non erano più sulla bella manina, ma
sulle rosee guancie animate dal fuoco d'amore. Essi erano troppo
contenti, una sventura pareva imminente. E la sventura pur troppo
amareggiò il loro amore. Emilio fu condotto da suo padre a Parigi per
ivi continuare i suoi studi. L'ultimo convegno d'addio fu pieno di
giuramenti d'un amore costante e fedele.
Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione nei primi sei mesi,
ed erano ardenti come il loro cuore. Ma dopo questo tempo Emilio,
corrotto dalle seduzioni della tremenda capitale, si sentì meno
innamorato, le sue lettere diminuirono finchè cessarono del tutto. Egli
attirato da alcuni suoi cattivi amici aveva dimenticata la sua gentile
Aspasia per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei festini.
La povera amica dimenticata si struggeva come una candela; un malore
inqualificabile s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi
consigli d'una sua amica sincera, sarebbe forz'anche morta di
crepacuore. Ma convinta e fatta forte dalla rassegnazione, divenne
ancora la bella donzella seducente di prima.
E siccome le rose non appassiscono mai sullo stelo, trovò subito chi
davvero l'amò d'un amore meno ardente e focoso ma più costante e reale.
La giovanetta sulle prime non voleva aprire il suo cuore a nessuno, ma
consigliata dall'amica sua lasciò che questo amore benefico cancellasse
i dolorosi avanzi del primo così sfortunato.
E ciò serva a dimostrare come il primo amore rare volte finisce col
matrimonio essendo troppo ardente e focoso.
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