*Igiene alimentare della giovinezza.*
Questo capitolo deve essere attentamente considerato, essendo la
questione degli alimenti la principale, poichè, questi sono i fattori
principali della vita. È una questione che dolorosamente non fa parte
del programa scolastico; dolorosamente dico, perchè molti giovani
istruiti escono dagli istituti senza avere nemmeno le prime cognizioni
riguardo a questa materia. La scelta degli alimenti, la loro quantità e
qualità dovrebbe essere calcolata in ragione del sesso, dell'età e del
temperamento dell'individuo. Influiscono molto anche su esse le
stagioni, i luoghi, le professioni. Essendo provvisti di queste utili
cognizioni si scanserebbero tante malattie, e l'alimentazione avrebbe
pieno il suo corso di rinvigorire le esauste forze del giovane. E il
nutrimento di esso richiederebbe maggiori cure di quelle che attualmente
si prestano. La qualità e quantità delle sostanze alimentari devono
essere conformate e proporzionate sulle perdite del soggetto, quindi
nella giovinezza l'alimentazione dev'essere più abbondante, perchè in
quest'epoca della vita molto attiva ed operosa il giovane subisce un
continuo ed abbondante spreco di forze muscolari.
Si deve avere riguardo anche al genere di vita che conduce l'individuo;
infatti un impiegato che è condannato ad una vita sedentaria dovrà
nutrirsi meno d'un manuale che s'affatica tutto il giorno. Le stagioni
pure influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano molto più che
d'estate, e nella scelta dei cibi si deve aver molto riguardo nella
primavera e nell'autunno.
Circa poi il numero dei pasti, questi devono essere regolati sulla forza
dello stomaco dei giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare quattro
pasti al giorno. Due abbondanti e due più leggieri intermedi per
attenuare la fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 anni invece
bastano due soli pasti abbondanti o al massimo tre.
Sopratutto però badate di non mangiare e bere eccessivamente! Guai agli
intemperanti! Lo stomaco starei quasi per dire che è il centro della
vita nostra, perchè è nello stomaco che i cibi subiscono quella
trasformazione chimica, per la quale, ridotti in chimo, si assimilano
col sangue, risarcendoci per tal modo delle forze perdute. Chi è sano
di stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e potrà giungere ad una
robusta vecchiaia esente da infermità. Una raccomandazione importante
sarebbe quella di alzarsi da tavola con un leggiero appetito, mai
mangiare ingordamente fino a che vi sentite sazi, perchè se lo stomaco
affatica a digerire tutti quei cibi coi quali lo empite, esso si
logorerà ben presto e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche ed
altre malattie sempre gravi allo stomaco ed agli intestini. Abbiate
dunque sempre cura di questo apparato sì necessario alla vita; rifiutate
qualunque cibo o bevanda che gli possa nuocere e che lo rendono incapace
di funzionare nella tarda età.
Abbiate dunque sempre in mente questi precetti, perchè chi ve li dice è
uno che per molto tempo ha violentemente sofferto di stomaco e vi
scongiura pel male nel quale potreste incorrere di osservare
attentamente queste norme elementari.
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