_Come fornito il trattato della pace tra i due re si fè triegua, e
giurossi l’una e l’altra, e lo re d’Inghilterra si tornò nell’isola per
mandare a esecuzione le cose ordinate._
Fermato a Briagnì il trattato della pace tra i due re di Francia
e d’Inghilterra, perchè parea che l’esecuzione d’essa avesse lungo
tratto di tempo, feciono ivi medesimo una triegua, perchè ogni radice
e materia di guerra cessasse. E ciò fatto, il re d’Inghilterra mandò
a Parigi messer Rinaldo di Cubano, messer Bartolommeo Durvasso, messer
Francesco Dalla, e messer Ricciardo della Vacca suoi baroni, nella cui
presenza il Delfino di Vienna e duca di Normandia, primogenito del re
di Francia e governatore del reame, in sul corpo di Cristo sagrato, e
in su li santi Evangeli giurò d’attendere e osservare la detta triegua
e la pace, e che la farebbe attendere e osservare; appresso lui simile
fecero tutti i baroni di Francia che si trovarono in Parigi; e ciò
fatto, i detti baroni del re d’Inghilterra si tornarono a Ciartres
al re d’Inghilterra. I figliuoli del re d’Inghilterra e lo conte di
Lancastro feciono simile giuramento a quello del Delfino di Vienna, e
appresso i baroni del re d’Inghilterra che col re si trovarono giuraro
come fatto aveano quelli di Francia: e ciò fatto fu a dì 11 del mese
di maggio 1360. Le promesse fatte ne’ detti giuramenti furono, che li
due re infra tre settimane dopo il prossimo san Giovanni giurerebbono
la detta pace in Calese. La detta triegua bandita fu a dì 12 di maggio
in Parigi, e appresso per tutto il reame. Fatto il saramento, agli
11 dì il re d’Inghilterra con tutto suo oste pacificamente si partì
da Ciartres passando per Normandia, e prendendo derrata per danaio, e
col prence suo figliuolo, e con gli altri suoi baroni entrò in mare a
......, e passò in Inghilterra, e tutta sua’ gente d’arme pacificamente
si ridusse a Calese. Giunto il re d’Inghilterra, quello di Francia gli
diè desinare nella torre di Londra, e quivi per loro fede giurarono
di tenere e osservare il trattato di pace; appresso a dì 8 di luglio
il re di Francia venne a Calese, e a dì 9 detto il re d’Inghilterra
il re di Francia lui e ’l figliuolo convitò a mangiare, e in quella
mattina lo re di Francia fermò l’accordo tra il re d’Inghilterra e
’l conte di Fiandra, e il detto conte andò a Calese, e da ciascuno re
lietamente fu ricevuto. Poi a dì 14 di luglio, Carlo primogenito del
re di Francia, duca di Normandia, e Delfino di Vienna, e governatore
di Francia, da Bologna sul mare andò a Calese a vedere il padre, e
desinò col re d’Inghilterra, l’altra mattina si partì. È vero che
perchè non dubitasse lo re d’Inghilterra mandò a Bologna due figliuoli
come staggi; poi sabato mattina a dì 24 di luglio, l’abate di Clugnì
nella Chiesa di san Niccolò in Calese, nella presenza de’ detti
due re e di due figliuoli di ciascuno, e di più di sessanta baroni
tra dell’uno e dell’altro re, disse messa, e consegrato il corpo di
Cristo, quando venne al terzo Agnus Dei che dice, dona nobis pacem,
li detti due re si inginocchiarono con molta reverenza; l’abate si
rivolse a loro col corpo di Cristo sagrato in mano, sopra il quale i
due re giurarono d’attendere e osservare il trattato della pace, poi
di quella detta ostia si comunicarono insieme. Appresso l’abate loro
porse li santi Evangeli, e ancora sopra essi giurarono; giurato che
ebbono i due re, similemente giurarono i loro figliuoli, e tutti i
loro baroni che erano quivi nel numero detto di sopra. Detta la messa,
messer Filippo di Navarra con tre baroni per parte del re di Navarra,
e il duca d’Orliens fratello del re di Francia con tre altri baroni
feciono e giurarono pace in vece e nome del re loro. Appresso il re
d’Inghilterra fece pace col conte di Fiandra, e il duca di Lancastro
cugino del re d’Inghilterra fece omaggio al re di Francia per le terre
che da lui tenea in Campagna per retaggio della madre; e in questo
stante la contea di Monforte fu renduta a messer Gianni di Brettagna.
Lo re di Francia per mostrare sua magnificenza, sopra i patti della
pace di grato donò al re d’Inghilterra la Roccella. Fu la detta pace
gridata ne’ due reami a dì 24 d’ottobre 1360. Lo re d’Inghilterra
dove in suo titolo dicea, re di Francia e d’Inghilterra, signore
d’Irlanda e d’Aquitania, del detto titolo levò re di Francia, ma non
rinunziò perciò alla signoria di Francia, perchè lo re di Francia
non avea rinunziato alla sovranità e risorto delle città e castella,
terre e cose le quali per l’osservanza della pace avea concedute al re
d’Inghilterra, ma bene l’avea tratte della sorte della città, castella
e luoghi al suo reame debiti e sottoposti; e certo per li patti
rinunziare dovea, ricevute certe terre dal re d’Inghilterra: e ciò
consentendo li due re, parvono per grandezza d’animo in tacito accordo.
Lo re di Francia, lo quale era stato prigione d’Inghilterra anni
quattro e dì venticinque, pagati li secento migliaia di scudi, e con la
buona volontà del re d’Inghilterra se n’andò a Bologna sul mare, e di
là poi a santo Dionigi. Lo re d’Inghilterra di poi a dì 31 di gennaio
partì da Calese, e seco ne menò il duca d’Angiò e quello di Berrì
figliuoli del re di Francia, e il duca d’Orliens, e quello di Borbona,
messer Piero di Lanzone, e ’l fratello del conte di Stapè, tutti de’
reali di Francia, con tutti gli altri baroni e quelli che scrivemo di
sopra che dovea staggi tenere. Lo re di Francia essendo a san Dionigi,
avanti ch’entrasse in Parigi, a dì 2 di dicembre mandò al re di Navarra
che venisse a lui, e perchè sicuramente venisse, gli mandò sofficienti
stadichi. Lo re di Navarra non gli parendo avere misfatto alla corona
liberamente insieme con gli staggi che ’l re gli avea mandati venne
a lui, e giuntò gli fè la debita riverenza, e dipoi appresso giurò in
sul corpo di Cristo sagrato nella presenza del re, che da quel giorno
innanzi gli sarebbe buono e leale figliuolo, e fedele suggetto. Lo
re di Francia appresso giurò che a lui sarebbe buon padre e signore:
seguendo appresso il duca di Normandia e messer Filippo di Navarra
giurarono fedelmente diritta amistà e fratellanza; e più il detto re di
Navarra promise e giurò di fare a suo podere che ’l re d’Inghilterra
la pace conchiusa a Briagnì osserverebbe. Il seguente dì, che fu il
tredecimo dì di dicembre, lo re di Francia entrò in Parigi, dove a
grande onore fu ricevuto, e donato dalla comune vasellamento d’argento
appresso di mille marchi. Lo re riposato, ordine diede a dirizzare e
sè e il reame regolandosi a minori spese, e fè battere moneta a soldi
sedici il franco.