CAP. LXXXII.

_Di portamenti degl’Inghilesi in Borgogna._

Per sperienza vedemo, che lo stomaco pure d’una vivanda prende

fastidio, e delle variazioni d’esse ricreazione e piacere, e così gli

orecchi d’uno suono continovo rincrescimento, e della mutazione di

molti vaghezza. Da questa mostrazione naturale preso esempio, lasceremo

stare alquanto i fatti d’Italia, le cui volture e travaglie continove

senza in tramessa delle forestiere possono ingenerare tedio, e

passeremo a quelle de’ Franceschi e degl’Inghilesi che in questi giorni

apparirono. Essendo, come nel passato dicemmo, il re d’Inghilterra,

e’ figliuoli e il duca di Lancastro in Borgogna, senza arrestare con

attizzamento di guerra il paese i Borgognoni, che allora in occulto

erano poco amici della casa di Francia, s’accordarono con loro, dando

loro derrata per danaio abbondevolmente di ciò che loro fosse mestiero;

e stando in tale maniera si cercava come il re per l’avvenire dovesse

rimanere col duca, il perchè gl’Inghilesi li riguardavano forte, senza

fare ingiuria o danno niuno; e ciò avvedutamente, perchè sapeano lo

sdegno nato tra’ Borgognoni e’ Franceschi, estimando d’attrarli a

loro con piacevolezza e amore. Il duca era giovane e di grande animo,

e di possanza il maggiore barone del reame di Francia, e de’ dodici

peri, a cui stava la coronazione del reame di Francia, alla quale con

tutti i sentimenti si dirizzava l’intenzione del re d’Inghilterra, la

quale era freno che non lasciava trasandare gl’Inghilesi. Nondimeno

i paesani delle castella, e sì delle ville, per essere più sicuri

donavano al re argento secondo loro possibilità, e di buona voglia

li prendea, e gli fidanzava. E per simile modo avea fatto negli altri

paesi di Francia; prendea da cui gli s’era raccomandato ciò che dare

gli voleano senza bargagnare, e avevali fatti sicuri di preda e di

guasto; onde per questa via avea accolta tanta moneta, che di largo

forniva i soldi ch’avea a pagare, e tutte altre spese occorrenti senza

avere a trarre d’Inghilterra danaio. E per questo modo la sperienza fa

manifesto quello che in fatto e’ parea quasi impossibile, ed era: e per

certo all’acquisto del reame di Francia la fortuna e ’l senno furono

del tutto dalla parte del re d’Inghilterra e solo gli fu in contrade

l’odio e lo sdegno de’ Franceschi, i quali non poteano patire d’udire

ricordare gl’Inghilesi, che sempre come vili genti aveano avuto in

dispetto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 197 / 233 题