_Di portamenti degl’Inghilesi in Borgogna._
Per sperienza vedemo, che lo stomaco pure d’una vivanda prende
fastidio, e delle variazioni d’esse ricreazione e piacere, e così gli
orecchi d’uno suono continovo rincrescimento, e della mutazione di
molti vaghezza. Da questa mostrazione naturale preso esempio, lasceremo
stare alquanto i fatti d’Italia, le cui volture e travaglie continove
senza in tramessa delle forestiere possono ingenerare tedio, e
passeremo a quelle de’ Franceschi e degl’Inghilesi che in questi giorni
apparirono. Essendo, come nel passato dicemmo, il re d’Inghilterra,
e’ figliuoli e il duca di Lancastro in Borgogna, senza arrestare con
attizzamento di guerra il paese i Borgognoni, che allora in occulto
erano poco amici della casa di Francia, s’accordarono con loro, dando
loro derrata per danaio abbondevolmente di ciò che loro fosse mestiero;
e stando in tale maniera si cercava come il re per l’avvenire dovesse
rimanere col duca, il perchè gl’Inghilesi li riguardavano forte, senza
fare ingiuria o danno niuno; e ciò avvedutamente, perchè sapeano lo
sdegno nato tra’ Borgognoni e’ Franceschi, estimando d’attrarli a
loro con piacevolezza e amore. Il duca era giovane e di grande animo,
e di possanza il maggiore barone del reame di Francia, e de’ dodici
peri, a cui stava la coronazione del reame di Francia, alla quale con
tutti i sentimenti si dirizzava l’intenzione del re d’Inghilterra, la
quale era freno che non lasciava trasandare gl’Inghilesi. Nondimeno
i paesani delle castella, e sì delle ville, per essere più sicuri
donavano al re argento secondo loro possibilità, e di buona voglia
li prendea, e gli fidanzava. E per simile modo avea fatto negli altri
paesi di Francia; prendea da cui gli s’era raccomandato ciò che dare
gli voleano senza bargagnare, e avevali fatti sicuri di preda e di
guasto; onde per questa via avea accolta tanta moneta, che di largo
forniva i soldi ch’avea a pagare, e tutte altre spese occorrenti senza
avere a trarre d’Inghilterra danaio. E per questo modo la sperienza fa
manifesto quello che in fatto e’ parea quasi impossibile, ed era: e per
certo all’acquisto del reame di Francia la fortuna e ’l senno furono
del tutto dalla parte del re d’Inghilterra e solo gli fu in contrade
l’odio e lo sdegno de’ Franceschi, i quali non poteano patire d’udire
ricordare gl’Inghilesi, che sempre come vili genti aveano avuto in
dispetto.