CAP. XLI.

_Come il Delfino di Vienna fece pace col re di Navarra._

Quanto che la pace fatta tra’ due re d’Inghilterra e di Francia in

sostanza fosse nonnulla, nondimanco per non potere per onestà offendere

palesemente forte era allentata la guerra, e molti Inghilesi s’erano

tornati nell’isola con quello ch’aveano potuto avanzare del nò e del

sì. Al re di Navarra pochi Inghilesi erano rimasi, onde non potendo

tanto male fare quanto per l’addietro era usato, questa tiepidezza

di tempo diede materia a quei baroni di cercare pace tra ’l re e ’l

Delfino, la quale per le dette cagioni assai tosto seguì. E accozzati

il re e ’l Delfino, per buona e ferma pace si baciarono in bocca, e

il re promise di stare in fede della corona di Francia, e d’atare il

Delfino a suo potere contro all’oppressione degl’Inghilesi. Questa pace

molto fu cara, e di gran contentamento a’ Franceschi, perocchè la loro

divisione era stata materia del guasto di Francia. Ma come che ’l fatto

si fosse, la pace i più pensarono che fosse con inganno e a mal fine

per la viziata fede del re di Navarra, e corrotta per l’usanza delle

scellerate cose in che egli era trascorso, immaginando che non meno

potesse nuocere sotto fidanza di pace, che fatto s’avesse nella guerra

palese. E così ne seguette, come apparve poco appresso per segni aperti

e manifesti.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 156 / 233 题