CAP. CX.

_De’ dificii fatti a sant’Antonio di Firenze._

Io non so s’egli è da lodare o da biasimare il prelato che spende negli

edificii magnifichi il danaio che trae del beneficio a lui conceduto,

perocchè, secondo che dicono gli antichi decreti de’ santi padri,

il prelato dee fare delle rendite sue tre parti; l’una dee spendere

nelle sue bisogne, l’altra dee distribuire a’ poveri, e dell’altra

dee racconciare la Chiesa, quanto si richiede a onestà di religione

fuori di pompa mondana: ma considerato che tutti coloro che prendono

frutti de’ beni della Chiesa delicatamente ne vivono, e quello che

loro avanza ai loro congiunti dispensano, e poco si curano perchè

rovinino le Chiese, o perchè i poveri di Dio si muoiano di fame, assai

è da considerare intorno a quello che qui è nel principio proposto. E

certo, se vento di fama mondano non levasse in alto alquanti che hanno

ne’ beneficii loro rilevatamente edificato, più sono da lodare che da

biasimare, secondo il corso della Chiesa terrena lussuriosa e avara,

al cui esempio assai disonesto e dannoso i secolari, che sono ghiotti

de’ beni terreni, vivendo trascorrono in grandi e disordinati peccati.

Questo tanto sia detto non per correzione, che non la vogliono udire, e

nostro uficio non è predicare, ma per argomento alla materia che segue.

Messer frate Giovanni Guidotti comandatore nella nostra provincia

nell’ordine di sant’Antonio, nato nella città di Pistoia non di

legnaggio gentile ma di meno che comune, uomo secondo suo stato d’animo

grande e liberale, avendo de’ suoi beneficii accolta moneta assai, la

quale secondo l’uso corrotto, del quale avemo parlato di sopra, poteane

ne’ suoi prossimani convertire, la spese negli edificii magnifichi

e nobili, i quali in questo anno fè cominciare al luogo dell’ordine

suo posto presso alla porta a Faenza, ne’ quali convertì gran danaio.

Avemone fatta memoria in rimprovero dell’avarizia di molti prelati, i

quali spogliano le Chiese che ne’ paesi loro e ne’ forestieri a loro

sono concedute, non curando nè l’ira di Dio nè l’infamia del mondo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 114 / 233 题