_Come s’afforzò e guardò i passi dell’alpe perchè la compagnia non
passasse._
Poichè fu terminata la quistione dello Stale, sentendo il nostro
comune che la compagnia s’apparecchiava a quello luogo, avendo posto
campo tra Bologna e Imola, e temendo non prendesse indi suo vantaggio
in Toscana, senza perdere tempo vi mandò provveditori e maestri per
afforzare sì quel passo, che togliesse speranza alla compagnia, e a
qualunque altra gente volesse offendere il comune, di quindi passare.
E perchè a sicurtà i maestri e’ paesani potessono intorno a ciò
lavorare, vi mandò il comune balestrieri assai e altra gente d’arme
quale pensò alla difesa essere bastevole, con fare comandamento a
tutti i paesani e vicini a quello luogo che vi dovessono essere e
colle persone e colle bestie loro ad atare, tanto che ’l luogo fosse
abbastanza afforzato, i quali vi mandarono volentieri per tema di non
essere sorpresi incautamente dalla compagnia, che da quelli dell’alpe
si tenea offesa, e avea appetito di vendicarsi. L’opera fu di volontà
affrettata perchè il pericolo era vicino, e in piccolo tempo fu tutto
fornito, cominciando dalla vetta de’ colli e passando per lo tramezzo
delle valli, li fossi e li steccati, colle torri di legname e bertesche
spesse a guisa di mura di terra, con tre belle e forti bastite in su i
poggi per dare favore a quelli che difendessono i palizzati, e perchè,
se caso di rotta avvenisse, si potessono ricogliere a salvamento.
La chiusa per lungo fu intorno di passi ottomila, stendendosi insino
presso a Montevivagni. Quelli della compagnia, che s’erano alloggiati
in su quello d’Imola, più volte tentarono e per diverse parti passare
in sul nostro contado, ma sentendo ch’e’ passi dell’alpe erano bene
guardati (che più di dodicimila pedoni, la maggiore parte balestrieri,
talora fu che si trovarono allo Stale, senza quelli ch’erano all’altre
poste) mutarono proponimento, e rivolsonsi indietro nella Romagna,
e massimamente sentendo venuto in Firenze messer Pandolfo di messer
Malatesta da Rimini per capitano di guerra, non lasciando però le
minacce contro al nostro comune.