_Come il legato del papa pose due bastite a Forlì._
Di questo mese di maggio, vedendo il legato la durezza del capitano
di Forlì e del popolo di quella città, che per niuno modo si disviava
dal volere del capitano di Forlì, acciocch’e’ s’avvedessono, che senza
abbandonare l’assedio la state e ’l verno, il legato era fermo di
vincerli per forza, pose tra Faenza e Forlì una grande e forte bastita,
ove mise quella gente a cavallo e a piè che bisognava, per tenere da
quella parte stretta e assediata la città di Forlì; e appresso ne pose
un’altra tra Forlì e Cesena al ponte a Ronco; e nondimeno il campo
suo con l’altra oste pose presso alla città, e continovamente cercava
d’assalire la terra il dì e la notte. E di tutto questo non parea che
’l capitano e’ Forlivesi si curassono niente, ma spesso il capitano
colla giovanaglia di Forlì usciva della terra, e assaliva il campo, e
ritornavasi contamente a salvamento.