CAP. XXV.

_D’un singolare accidente ch’avvenne in questi paesi._

Essendo dal cominciamento del verno continovato fino al gennaio un’aria

sottilissima, chiara e serena, e mantenuta senza ravvolgimento di

nuvoli o di venti, oltre all’usato natural modo, per sperienza del

fatto si conobbe, che da questa aria venne un’influenza, che poco

meno che tutti i corpi umani della città, e del contado e distretto

di Firenze, e delle circustanti vicinanze fece infreddare, e durare

il freddo avvelenato ne’ corpi assai più lungamente che l’usato modo.

E per dieta o per altri argomenti ch’e’ medici facessono o sapessono

trovare, non poteano avacciare la liberagione, nè da quello liberare le

loro persone, e molti dopo la lunga malattia ne morivano; e vegnendo

appresso la primavera, molti morirono di subitana morte. Dissesi per

gli astrolaghi, che fu per influenza di costellazioni, altri per troppa

sottigliezza d’aria nel tempo della vernata.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 29 / 233 题