_Come messer Bernabò fece combattere Castro._
Come poco innanzi narrammo, messer Bernabò signore di Milano avea
lungamente tenuti assediati nel castello di Castro in sul Milanese
mille cavalieri, e cinquecento masnadieri di quelli della compagnia,
con speranza d’averli per forza e di farli impiccare. E avendo fatto
ordinare sua gente alla battaglia, non essendo il castello forte, da
ogni parte il fece assalire con aspra e stretta battaglia; e avvegnachè
’l luogo fosse debole alla loro difesa, la necessità di difendere
catuno la vita, diede loro smisurata sollecitudine e forza alla difesa,
e combatterono sì aspramente contro alla moltitudine de’ loro nemici,
che per forza gli ributtarono addietro della battaglia, e con danno
di molti morti e d’assai magagnati si ritornarono addietro al campo
loro, ch’era intorno al casale. Avendo l’altra parte della compagnia
ch’era in Vercelli sentito il pericolo de’ loro compagni, mandarono ad
avvisarli della giornata, che verrebbeno col loro sforzo per levarli
di là, acciocch’elli stessono apparecchiati. E incontanente, improvviso
alla gente de’ signori di Milano, del mese di dicembre anno detto, con
duemila barbute bene in concio se ne vennero in sul contado di Milano
dall’una delle parti del casale: e trovando in concio i loro compagni
ch’erano in Castro, con bella schiera fatta s’uscirono del casale, e
aggiunsonsi co’ loro compagni, per modo che la gente del tiranno non
ebbe ardire di muoversi contro a loro. E in questo modo senza niuno
assalto si ridussono, con vergogna de’ signori di Milano, sani e salvi
in Vercellese.