_Come la compagnia del conte di Lando fu condotta per i collegati di
Lombardia._
L’altra compagnia in Italia dimorando in sul terreno di Bologna,
ricettati da messer Giovanni da Oleggio ch’allora era signore, e
per sicurtà di sè s’era fatto amico del conte di Lando e degli altri
caporali di quella; e com’è narrato poco addietro, i signori di Milano
aveano presa la Serraia di Mantova, e fortemente stretta la città
d’assedio, e quivi faceano ogni punga per vincerla. Gli allegati
lombardi contro a loro cercavano la difesa, la quale non si potea fare
senza gran forza, che lungamente si potesse mantenere: e però diedono
ordine alla moneta che catuno dovesse pagare ogni mese, e fu stribuita
per questo modo: che Bologna pagasse come detto è fiorini dodicimila, e
’l marchese di Ferrara fiorini ottomila, e’ signori di Mantova fiorini
tremila, il comune di Pavia fiorini duemila, quelli di Novara duemila,
i Genovesi coll’aiuto segreto ch’avea il doge loro da’ Pisani fiorini
quattromila; il signore di Verona allora si stava di mezzo e quello
di Padova; il marchese di Monferrato non ebbe a conferire moneta,
perocch’era capitano in Piemonte, e là facea guerra colla sua gente;
e trovata la moneta, di presente soldarono la compagnia del conte di
Lando, e del mese d’ottobre sopraddetto la feciono partire d’in sul
Bolognese con più di tremila barbute e con tutta l’altra ciurma, e
parte ne misono sul Mantovano, e parte ne mandarono in Vercellese,
accozzati coll’altra loro masnada. Quello che di ciò seguì appresso al
suo tempo racconteremo.