CAP. IX.

_Come la compagnia del conte di Lando fu condotta per i collegati di

Lombardia._

L’altra compagnia in Italia dimorando in sul terreno di Bologna,

ricettati da messer Giovanni da Oleggio ch’allora era signore, e

per sicurtà di sè s’era fatto amico del conte di Lando e degli altri

caporali di quella; e com’è narrato poco addietro, i signori di Milano

aveano presa la Serraia di Mantova, e fortemente stretta la città

d’assedio, e quivi faceano ogni punga per vincerla. Gli allegati

lombardi contro a loro cercavano la difesa, la quale non si potea fare

senza gran forza, che lungamente si potesse mantenere: e però diedono

ordine alla moneta che catuno dovesse pagare ogni mese, e fu stribuita

per questo modo: che Bologna pagasse come detto è fiorini dodicimila, e

’l marchese di Ferrara fiorini ottomila, e’ signori di Mantova fiorini

tremila, il comune di Pavia fiorini duemila, quelli di Novara duemila,

i Genovesi coll’aiuto segreto ch’avea il doge loro da’ Pisani fiorini

quattromila; il signore di Verona allora si stava di mezzo e quello

di Padova; il marchese di Monferrato non ebbe a conferire moneta,

perocch’era capitano in Piemonte, e là facea guerra colla sua gente;

e trovata la moneta, di presente soldarono la compagnia del conte di

Lando, e del mese d’ottobre sopraddetto la feciono partire d’in sul

Bolognese con più di tremila barbute e con tutta l’altra ciurma, e

parte ne misono sul Mantovano, e parte ne mandarono in Vercellese,

accozzati coll’altra loro masnada. Quello che di ciò seguì appresso al

suo tempo racconteremo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 4 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 13 / 233 题