FERDINANDO.
Vattene!
VEROLENGO rizzandosi pallido e fiero.
Avete ben capito, Maestà, queste mie parole? Mia figlia muore se
l'Alliana è fucilato!
FERDINANDO.
Voi, per la Chiesa, per me, non avete figli, conte di Verolengo! Vostra
moglie, la vostra legittima moglie, non ve ne ha dato.
VEROLENGO.
Rispondete così, a me, perchè sono un uomo!... L'ho provato per voi, il
mio coraggio e la mia forza! A quelle due donne, una morente, l'altra
impazzita, dovete dare questa risposta!
FERDINANDO fa un atto sdegnoso.
VEROLENGO violento.
Per i vent'anni che sono stato il vostro... servitore, non vi domando
altro!
FERDINANDO.
Non le voglio vedere! Rifiuto di vederle! Vattene!
VEROLENGO.
Avevo preveduto anche il vostro rifiuto!
gli presenta una lettera.
La grazia... la grazia per quelle due donne di essere ricevute da voi,
Maestà, vi è chiesta dalla giovine regina Vittoria d'Inghilterra che
raccoglie sul suo capo tanto amore, tanta benedizione di popolo.
FERDINANDO beffardo.
Ah! Ah! Avete fatta na bella penzata! Prevedendo il rifiuto du Re di
Napoli, vi siete rivolto alla potente Regina d'Inghilterra!... Sta
bene! Quelle due donne saranno subito ricevute!
calmandosi, sorridendo e salutandolo
anche con la mano.
Buon giorno, amico caro. E statte buono!
VEROLENGO fa per uscire, poi vinto dall'angoscia si ferma.
Maestà, perdonatemi, Maestà!
FERDINANDO continua a salutarlo con la mano e sorridendo.
VEROLENGO via.
FERDINANDO uscito il Verolengo, corre ad ascoltare vicino all'uscio.
VEROLENGO d. d.
Vigliacchi! Vigliac...
FERDINANDO corre a guardare dalla finestra.
E fa buon viaggio sotto la protezione della bella, graziosa e
potentissima regina Vittoria d'Inghilterra!
suona
GAETANO entra.
FERDINANDO.
Chelle femmene!... Aspetta nu poco!
toccando il piccolo medaglione.
Chi è il gentiluomo che le accompagna?
GAETANO.
Il cavaliere del Castelluccio.
FERDINANDO.
Fa passà!
GAETANO via.
FERDINANDO fissando la lettera.
Ah! Ah! Per forza avete voluto essere ricevute?... Lo sarete!
SCENA QUARTA.
FERDINANDO poi di nuovo GAETANO, che introduce ROSALIA, FANNYA e il
CASTELLUCCIO.
FERDINANDO ritto vicino alla scrivania si tiene voltato in modo da non
guardare nè Rosalia, nè Fannya.
Bravo, Andreo!...
Gaetano via.
FERDINANDO al Castelluccio.
Anche tu ti metti contro di noi!
CASTELLUCCIO.
Io, Maestà? Contro di voi? Contro il mio Re?...
fa per correre a baciargli la mano.
FERDINANDO rifiuta.
Te l'ho detto: anche tu avrai nu grosso guaio! Il tuo servizio con oggi
è finito. Invece de venì a Gaeta, resterai a Napoli con tua moglie!
CASTELLUCCIO s'inchina ritirandosi in fondo alla scena.
FERDINANDO a Rosalia, sempre senza guardarla.
Ho acconsentito a ricevervi, perchè non voglio, nè posso usare uno
sgarbo alla Regina d'Inghilterra. Ma non vi concedo di parlare.
Sappiate soltanto che nessuna grazia è possibile. Cavaliere del
Castelluccio, l'udienza è finita.
FANNYA cade ginocchioni.
CASTELLUCCIO fa un passo verso Fannya, ma un'occhiata di Ferdinando lo
ferma.
ROSALIA senza lacrime, senza tremare, con la voce sicura e una calma
che contrastano col pallore strano del viso.
Io non vi domando una grazia. La vita di mia figlia è nelle vostre
mani, e mia figlia non deve morire. Siete un re, il Re: per me no: voi
siete un padre in faccia a una madre!
sorride.
Non è vero? Se uno dei vostri bambini corresse un pericolo, io darei,
non una parola o un ordine soltanto, ma la mia vita per salvarlo!...
Dunque? L'avete vista?
avvicinandosi a Ferdinando che
indietreggia, sempre senza guardarla.
L'avete vista?... È là!
sorridendo
Sempre così! Non parla più! Non piange più!... Muore!
SCENA QUINTA.
Il colonnello MÜLLER e detti.
FERDINANDO interroga il Müller con gli occhi: il Müller fa un
cenno affermativo. Dopo un momento, sempre senza guardare Rosalia e
toccandosi il piccolo medaglione.
Vi sono necessità di Stato, madama, che s'impongono pure alla nostra
buona volontà. Io non posso andar contro l'opinione dei miei ministri,
nè al deliberato dei giudici. Quello che posso fare per voi, madama, è
di sospendere ogni procedimento in confronto vostro e di agevolare la
vostra partenza da Napoli.
al Müller
Fai capire al Cavaliere che l'udienza è finita!
MÜLLER si avvicina al Castelluccio, che lo interroga ansioso scrollando
il capo.
FANNYA è sempre in ginocchio, muta, con gli occhi fissi in Ferdinando.
ROSALIA guarda tutti esterrefatta, poi a Ferdinando, prorompendo prima
con la voce sorda, poi con uno scoppio d'ira.
... Non avete capito, dunque?... Non si tratta di una grazia... Io non
domando una grazia; è una legge sacrosanta di umanità!... Ma dunque non
è vero?... Voi non credete in Dio!
SCENA SESTA.
FRANCESCO e detti. Francesco entra correndo e spingendo un piccolo
cannoncino. Fuori dell'uscio si vedono il tenente HOLTMANN e il 2º
UFFICIALE.
FRANCESCO.
Jammo! Jammo! Jamm...
si ferma vedendo Rosalia e gli altri.
FERDINANDO vivamente.
Viene ccà, Lasà!
ROSALIA.
E Dio c'è, Dio esiste, perchè è Dio che ti manda! Che ti manda qui, in
mezzo a noi, bambino bello, ridente, felice!
a Ferdinando
Pregherò tanto, sempre per lui, per questo bell'angelo vostro! Angelo!
Angelo! Angelo! Tu sei volato qui come un angelo! Pregalo tu, il tuo
papà, nel nome dolce della tua mamma... Pregalo, perchè sia buono...
Perchè diventi buono... La tua mamma...
FRANCESCO fissando Rosalia.
La mamma dice sempre che il papà è troppo buono, e i napoletani, tutti
cattivi, cattivi e devono essere _casticati_!
ROSALIA con un grido.
La razza! Ah! La razza!
FANNYA all'ultima parola di Francesco, cade con la testa sul pavimento.
ROSALIA si volta osservandola e rimane immota.
FERDINANDO afferra Francesco, e lo porta con sè.
Via! Via!
via con Francesco.
Il tenente HOLTMANN e il 2º UFFICIALE
entrano precipitosamente.
HOLTMANN corre insieme al Castelluccio a sollevare Fannya.
CASTELLUCCIO a Rosalia.
È svenuta! È soltanto svenuta!...
ROSALIA sempre immota, sorridente e fissando il cannoncino
Cara!... Tesoro!... Anche la mia Fannya... bambina... era così! È
sempre stata così!... I bambini cambiano, diventando grandi... Fannya
no!... Sempre la stessa!... Con la sua piccola faccia rosea e allegra!
Sempre allegra!
ride.
MÜLLER le afferra un braccio per
condurla via, mentre il tenente
Holtmann, il 2º Ufficiale e il
Castelluccio, portano Fannya fuori
del gabinetto.
ROSALIA al Müller sempre sorridendo.
Perchè poi mi fate male?
cerca Fannya con gli occhi: la chiama,
sempre sorridendo.
Fannya! Fannya!... Aspetta!... Non andar via senza di me!
seguendola
Viene anche la tua mamma, con te, cara, tesoro!... Aspetta la tua mamma!
FINE DEL QUARTO ED ULTIMO ATTO.
Opere di Gerolamo Rovetta
Romanzi e Racconti:
=La Moglie di Sua Eccellenza.=
=Mater Dolorosa=, romanzo.
=Il tenente dei Lancieri=, romanzo.
=L'idolo=, romanzo.
=Baby=, romanzo.
=Ninnoli=, racconti.
=Il processo Montegù=, romanzo.
=Le lacrime del prossimo=, romanzo.
=Sott'acqua=, romanzo.
=Il primo amante=, romanzo.
=Tiranni minimi=, racconti.
=La baraonda=, romanzo.
=La Signorina=, romanzo.
=Cavalleria assassina=, racconti.
=Casta Diva=, novelle.
Teatro:
=Romanticismo=, dramma in 4 atti.
=Un volo dal nido=, commedia in tre atti.
=La moglie di Don Giovanni=, dramma in quattro atti.
=In Sogno=, commedia in quattro atti.
=Gli uomini pratici=, commedia in tre atti.
=Scellerata!...= commedia in un atto.
=Collera Cieca!= commedia in due atti.
=La contessa Maria=, dramma in quattro atti.
=La Trilogia di Dorina=, commedia in tre atti.
=I Barbarò=, dramma in un prologo e quattro atti.
=Marco Spada=, commedia in quattro atti.
=La cameriera nova=, commedia in due atti, in dialetto veneziano.
=Alla città di Roma=, commedia in due atti.
=La realtà=, dramma in tre atti.
=Madame Fanny=, commedia in tre atti.
=Principio di Secolo=, dramma in quattro atti.
=I disonesti=, dramma in tre atti.
=Il Ramo d'ulivo=, commedia in tre atti.
=Il Poeta=, commedia in tre atti.
=Le due coscienze=, commedia in tre atti.
=La moglie giovine=, commedia in quattro atti.
=A rovescio!= commedia in un atto.
=La baraonda=, dramma in cinque atti.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.