IV.

E al domani, come appena intese la barchetta fender le onde e

soffermarsi, Ermellina scendeva e tra via via rassettandosi le

biondissime chiome sulla fronte e la stola sul petto, che prelibando

le delizie, saliva e scendeva più ansioso che mai. Apre lo sportello

— ma che? Invece della morbida destra dell'amante, qual è questa che

tanto aspra l'afferra? Invece del velluto della cilestre casacca, ha

toccato una ferrea armatura: invece delle piume cascanti con vezzo dal

roseo tòcco sulle fiorite guance di Tibaldo, fissa una negra celata; e

attraverso la bruna visiera ha riconosciuto Oldrado.

Il quale ghermitala, senza far motto la trae nel battello, e batte la

voga. Essa, la costernata, assisa tacente in su la prora, non osava

levare gli occhi sull'oltraggiato: e prima li teneva colle supine

palme velati; poi, quasi cercando una consolazione in quell'universale

abbandono, li girava intorno. Era una di quelle limpide sere, in cui

tanto è soave solcare l'increspato zaffiro delle onde, soli con una

sola che c'intenda e ci risponda. — Ma per Ermellina! La luna, dalla

piena faccia versando i silenzi di sua luce sulla natura, mostrava

all'afflitta sul poggio lontano la torre del palazzo, ove gioito

aveva, fanciulla imprevidente d'un infausto avvenire: più da presso

il campanile di Pontida, ove la vecchia indovina le aveva predetto

che finirebbe i suoi giorni abbracciata all'amato giovinetto: ecco

la portella ov'egli primamente le tese al collo le braccia. — Oh! tu

almeno sei salvo, amor mio tu rimani a compiangere chi doveva vivere

solo per te, chi per te muore. Povera Ermellina!

In brevissimo tragitto prendono spiaggia al dosso della vicina

isoletta. Oldrado trascina di barca la donna: pochi passi ed... ahi

vista! su l'arena giaceva resupino Tibaldo: avea fisso in petto lo

stile dal pome dorato, e le sue dita premevano sulle tiepide labbra una

viola del pensiero, tessuta di biondi capelli.

Mise un grido la disperata, cadde sovr'esso, confuse il suo coll'ultimo

sospiro di lui; e neppur sentì il pugnale che, tratto dal cuore

dell'amante, le fisse e rifisse nel suo l'adirato: poi la precipitò

nelle onde, abbracciata al troppo diletto garzone. — Ahi, come

s'adempiva il presagio dell'indovina di Pontida!

I poverelli, usati venire dalla pietosa a mendicare il tozzo, più non

la rimirarono, esilarata nel piacere del benefizio: invano l'attesero

le forosette ad avvivare di sua presenza le baldanzose carole del

giorno festivo o della vendemmia; i Francescani, che da Sabbioncello

e da San Rocco venivano alla cerca, si videro mandar al convento larga

limosina per celebrare suffragi, e l'ordine di non tornar più.

Novelle brianzuole · 第 17 / 27 题