Corse un anno da quel giorno: e al nuovo maggio, sull'angoloso torrazzo
di Brivio sventola, distinto di fasce bianche e vermiglie, lo stendardo
del barone, che richiama alle fraterne battaglie. Papa Gregorio XI
perdonava i peccati a chiunque assumesse le armi e la croce contra i
signori Visconti di Milano; ed all'appello assecondando, i Guelfi della
Martesana forbivano ogni arma, dalla lucente alabarda fino al coltello
traditore. Grandi baldorie fiammeggiano sulle vette del Mombarro, del
Montorobio, del Sanginesio, del Monteveggia; il campanone di Brianza
tre dì e tre notti rintoccò; tre dì e tre notti squillò ad intervalli
il corno dei torrioni di Brivio, dove al quarto son tutti radunati i
guerrieri. Qui gli Annoni d'Imbersago, i Medici di Novate, i Riboldi di
Besana, i Petroni di Cernusco, gli Ajroldi di Robbiate: qui i Capitanei
di Hoe e di Mombello: qui coi loro vassalli Oldrado da Giovenzana e
Guglielmo da Sirtori. Pagano Beretta guida i Cornaggi da Bernareggio:
ai terrieri di Lecco accenna Cressone Crivello: prete Pietro va innanzi
ai Corradi dei Licurzi, portando la croce, segno d'amore e di perdono,
sotto la quale vanno a commettere odii e stragi. La fazione dei Melosi
di Vimercate segue Obizzone da Bernareggio, il più largo posseditore
della Martesana: l'abate di Civate mutò la cocolla e il pastorale nella
lancia e nella corazza.
Forti nella concordia dei voleri, che non avrebbero potuto? Ma,
sciagurati! come il pugnale mal chiuso nella vagina taglia la mano
che l'impugna, sciagurati! corrono per guadagnarsi il paradiso
coll'ammazzare, col farsi ammazzare — e sono fratelli.
Ma nel feroce tripudio della vendetta e della strage più vivamente
Oldrado esultò: e la memoria d'antichi oltraggi, le guerresche
abitudini, il furor di parte, l'amore della preda gli traspajono dalla
fronte più del consueto corrugata. La guerresca ordinanza fuor del
castello difilavasi, quand'egli scende dall'echeggiante scalone; scende
affibbiandosi al giaco di maglia lo stilo del pome dorato, ministro
di sue vendette: e ad Ermellina, che gli viene timidamente a fianco,
rinnova una tante volte replicata querela perchè sì fredda esprimesse
l'amor comandato.
Oh! chi compera un'arpa, compera forse insieme la virtù di destarne
le armonie divine? La bella, fra il dover amarlo e il sentire di non
poterlo, guardava il signor suo colla calma della rassegnazione: non
seppe reggere lo sguardo onde, traverso alla bruna visiera, egli la
fiammeggiò, quando, già montato in arcione, le strinse la mano, e
addio.
Spronò il bajo corsiero, ed ultimo fece sonare colle ferrate zampe il
ponte levatojo, che dietro lui si alzò.
Procedevano i battaglieri tra' tuoi poggi ridenti, o mia terra natale;
e qualche villanella, mal nascosta dietro ai penduli tralci, con
desio cercava il noto cimiero del suo vago: l'agricoltore appoggiato
alla marra, li guardava, pensoso ai campi ove porterebbero la
ruina: e qualche vecchio, rivolto sull'utile pensiero del sepolcro,
compassionava i tanti prodi, che forse tra un mese non sarebbero più,
siccome l'erba che calpestavano passando. Ma essi in loro coraggio
spensierato, venivano confusi, inordinati, vari d'arme e d'arnesi: e
chi rassettavasi al petto la croce; chi a tempo incioccava la lancia
sul palvese; chi riandava i compianti consigli d'una cara abbandonata;
chi millantava sue passate venture: chi intonava quel carme di guerra
usato dai Brianzuoli:
Alla morte col sorriso
Il crociato se ne va:
Dalla pugna al paradiso
Il crociato volerà.
Su, destiamo i corpi e l'alme
All'invito del Signor:
Ci s'intreccino le palme
Del martirio e del valor.