dell'infame Harden. La guerra dei sessi scoppiò a Berlino. Voi
ricordate senza dubbio la nobile difesa e glorificazione della nostra
religione che un grande chirurgo scrisse e pubblicò sul Berliner
Tageblatt. Egli nobilitava la nostra santa anormalità firmandosi
in nome di dodicimila omosessuali. Ricordo tra quelle firme i nomi
illustri dei maggiori musicisti.
“Nondimeno la battaglia fu perduta per noi, il mondo ripiombò nei
ributtanti amori normali. Le ombre dei nostri padri venerati: Narciso,
Platone, Cristo e Leonardo da Vinci, si velarono di orrore. Gli uomini,
di brutalità in brutalità, discesero sino alla guerra.
“Ma il nostro Congresso Rosa salverà di nuovo l'umanità. Quando questo
cadavere si sarà sprofondato laggiù nelle acque del bagno di Tiberio,
magicamente la guerra finirà e la nuova religione della distinzione,
dell'eleganza, delle nostalgie raffinate e della musica classica
pacificherà il mondo.
“Vivremo beati nelle dolci penombre delle rovine illustri, in soffici
costumi fluttuanti, gesti moderati, parole in sordina.
“Passeremo dei pomeriggi prelibati in compagnia di quei purissimi
artisti che sono i grandi sarti di Londra, fra le stoffe rare, i
pizzi stupefacenti e le biancherie preziose. Vestirsi bene. Amare il
proprio corpo perfettamente vestito, sentirlo elogiato da un amico
intelligente, ecco la suprema voluttà! Ah! come sono lontane le
belle regate di Cambridge fra tanti corpi mirabili di giovani che non
pensano mai alla donna!... Presto le donne saranno espulse da Capri...,
paradiso terrestre e nostra capitale. Per governarla sceglieremo i
più belli uomini del mondo. Noi siamo i migliori uomini politici e i
migliori diplomatici poichè non siamo mai turbati nè distratti dalla
donna, sempre più o meno brutta, antiestetica, pesante, sudicia, piena
di salive e di sudori inutili, gonfia come un otre dalla cretinissima
maternità, sempre ingombra e orlata di marmocchi.
La donna non sa apprezzare la musica degli immortali Bach e Beethoven
nè i quadri dei grandi primitivi nè il divino settecento. La donna
è sempre avvelenata da un desiderio futurista di progresso e di
originalità. Essa ama la forza irruente, il tumulto, la battaglia,
la velocità, la durezza, gli aeroplani e la violenza guerriera del
maschio.
La donna ama gli eroi. Un eroe è sempre mal vestito. Un eroe ha
necessariamente le mani sporche. Non soltanto gli eroi hanno le
dita malcurate ma si rosicchiano le unghie nell'impazienza feroce
dell'attacco.
Noi amiamo la vigliaccheria, la pace ad ogni costo, le passeggiate
archeologiche, gli amorevoli conversari tra uomini, l'antica Grecia e
la sterilità. Abbasso le donne! Viva l'Internazionale Fisiologica! Viva
la Nuova Religione che disarmerà per sempre l'Umanità!„
— Bravooooo!! Bravooooo!.... Giù.... Buttiamo l'ultima Donna in
mare!... — urlò con voce acutissima Pietrachiara. Poi, con una violenza
piena di stizza, spinse giù la bara che capitombolando rumorosamente di
pietra in pietra, precipitò giù a picco nel mare con un gran toooonfo.
L'INTERVENTO
XIII.
Mentre il corteo si era avviato a piedi dalla piazza di Anacapri, noi
avevamo raggiunto Rosa Stellina che attendeva in un villino con sua
sorella Mirandolina e le sue belle amiche Mimì Cocò, Fanfrellicche,
Bianca Sfiziosa, Maria Tamburello, Vera Argentina e Paolina Shrapnel.
Nel buio, fra le vigne e gli ulivi, un chiasso di baldoria ci denunciò
la villetta dove le donne ci aspettavano vuotando bottiglie e bottiglie
di Capri rosso. Quasi tutte ubbriache.
Come dunque dirigere la manovra con simili truppe scatenate? Ma ci
seguirono tutte in silenzio, affascinate dal complotto. Per un sentiero
scosceso, tortuoso e buio, con molti inciampi e molti equilibrismi
giungemmo, senza svelare la nostra presenza, a qualche metro dai
congressisti. Dei massi ci mascheravano.
Il cuore in gola e trattenendo il respiro, ascoltammo la fine del
discorso di De Ritten. Poi, il tonfo della bara nel mare. Sussurrrrrrri
frusssssciaaaanti sulle scogliere. Odori acidi di bromo, jodio, sale e
resina.
L'enorme respiro russante del Mediterraneo. Tre goccie oblunghe
di suono caddero da una liquida campana lontanissima. Alla quarta
sferrammo l'attacco, scagliandoci con tutte le donne, braccia alzate,
scarmigliate, i seni nudi, contro i congressisti.
Tafferuglio. Gesticolazione fumosa nella penombra stellare. Pugni,
guaiti terrorizzati. Crolli di corpi uno sull'altro. Lacerazione
fischiante di stoffe. Corpo a corpo. Capitomboli. Rotolii fra le
pietre.
— Oh dio! Siamo assaliti! Son ferito! I briganti! Ma son donne! Come
salvarci! Aiuto! Aiuto!
— Macchè aiuto! — gridava Rosa Stellina. — Abbasso la concorrenza
sleale!
I più agili fuggirono su per la montagna! Ma i più grassi furono
sopraffatti a terra sotto i pugni e gli schiaffi delle donne
inferocite.
Werkopfen, quasi svenuto, subiva come un materasso la pressione
irruente e le unghie della forte bolognese Maria Tamburello e della
nervosissima scattante e mordente Vera Argentina.
Markoff girava come un rullo da spianar le strade, sotto le spinte e i
calci allegri di Fanfrellicche che seminuda trascinava la sua toilette
a brandelli aizzando le compagne:
— Sara! Maria! Vera! presto, venite quì! Bisogna buttarlo giù nel mare,
questo porcone! Com'è buffo! Venite! Venite! Venite!
Markoff guaiva:
— Per carità! Lasciatemi! Volete del denaro? Vi darò tutto quel che
volete! Pietà! Pietà!
Ma Mimì Cocò e Mirandolina, più ubbriache delle altre, gli si
slanciarono sopra;
— La tua vita! La tua pelle vogliamo! Vogliamo farti la pelle
porcone!...
Noi avevamo pensato di fare una burla atrocemente futurista e una
dimostrazione antipassatista. Ma il vino di Capri aveva impazzito le
donne. La commedia diventava tragica. Markoff rotolante non era più che
a tre metri dall'abisso. Ci slanciammo per impedire l'omicidio:
— Bada! Fermati, Rosa, Mirandolina! Perdete la testa! Lasciatelo! Fate
attenzione!
Disgraziatamente intervennero allora Paolina Shrapnel e Sfiziosa che
vollero strappare a ogni costo Markoff alle compagne indemoniate. Fu
male. Queste si rivoltarono come tigri e cominciò una zuffa sanguinosa
a colpi di spillone. Mirandolina gridava:
— Villanaccia! Villanaccia! Cretina! Ladra! Lo vuoi salvare! Va via! Va
via! È nostro
— Come?! A me ladra!!
— Sì, ladra, ladra, ladra e spia! Spia! già tu sei una tedescaccia!
Tutte urlarono:
— Tedesca! Tedesca! Abbasso! A morte!
— Sì tedesca! l'ho conosciuta a Monaco — gridava Mirandolina — e la sua
amica è viennese, è una corista viennese! Lo so, lo so io! Ve lo giuro!
— È per quello che vuol salvare il grassone! Giù, giù, buttatelo in
mare!
La zuffa furibonda si raggomitolò, ruzzolò sul corpo di Markoff,
vacillò sull'orlo dell'abisso;
— Aaaaaaaaaaa!
Un urlo terribile. Poi un toonfo nel male. Markoff era piombato giù,
trascinando con sè la tedesca Paolina Shrapnel e la viennese Sfiziosa.
TELEGRAMMI CIFRATI E DECORAZIONI
XIV.
Appena guarito dalla febbre quasi mortale, Castretta inviava a una
altissima autorità politica, il seguente telegramma cifrato:
“Esaurita missione. Escludo seguenti ipotesi: lega jugoslava, complotto
anarchici, comitato internazionale lavoratori, cooperativa mondiale
Banche, riunione emissarii nazioni neutrali. Trattasi fondazione
Nuova Religione Internazionale invertiti omosessuali. Pericolo minore
ma non trascurabile. Invito V. S. provvedere immediatamente ampia
distribuzione cocottes gratuite„.
Ventiquattro ore dopo Castretta riceveva il seguente telegramma cifrato:
“Vivissimi rallegramenti. Provvedo subito stanziando tre milioni.
Otterrò per voi decorazione meritata„.
_È uscito_:
GIACOMO CASANOVA
MEMORIE
Scritte da lui stesso tradotte e scelte
secondo il vario interesse
dell'argomento da L. G.
MILANO
STUDIO EDITORIALE LOMBARDO
Via Durini, 18
1918
_Prossimamente_:
BRUNO CORRA
Perchè ho ucciso
mia moglie
ROMANZO
MILANO
STUDIO EDITORIALE LOMBARDO
Via Durini, 18
1917
_È uscito_:
I. M. SYNGE
Il Furfantello dell'Ovest
Traduzione di C. Linati
MILANO
STUDIO EDITORIALE LOMBARDO
Via Durini, 18
1918
_È uscito_:
BRUNO CORRA
SAM DUNN
è morto
ROMANZO ILLUSTRATO
(2ª edizione)
MILANO
STUDIO EDITORIALE LOMBARDO
Via Durini, 18
1918
BRUNO CORRA
IO
TI AMO
_IL ROMANZO DELL'AMORE MODERNO_
(Terza Edizione — dal VII al X migliaio)
MILANO
STUDIO EDITORIALE LOMBARDO
18, Via Durini, 18
_Lire 4._
Finito di stampare
in Milano
dal tipografo E. BELTRAMI
il 15 Agosto 1918
Via Antonio Scarpa, 5
_RECENTI PUBBLICAZIONI_:
_Corra B._ — Io ti amo (romanzo) L. 4, —
„ — Per l'arte nuova „ 3,50
„ — Sam Dunn è morto „ 3, —
„ — Con mani di vetro „ 3, —
_Papini G._ — Testimonianze „ 5, —
„ — 24 Cervelli „ 5, —
„ — L'altra metà „ 4, —
_Casanova G._ — Memorie „ 5, —
_Wilde O._ — Poemi in prosa „ 3,50
_Romain Rolland_ — Il trionfo della ragione „ 3,50
_Pastonchi F._ — Il campo di grano „ 3,50
_Lipparini G._ — La donna che simulò „ 3, —
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.