[405] Vedi nelle _Familiae byzantinae_ di Ducange (p. 89-101), quanto si
riferisce alla famiglia di Giustino e di Giustiniano. Ludewig (_in vit.
Justinian_. p. 131) ed Eineccio (_Hist. iuris rom_. p. 374),
giureconsulti devoti, hanno spiegata la genealogia del favorito lor
principe.
[406] Per raccontare come è salito al trono Giustino, ho tradotto in
semplice e concisa prosa gli ottocento versi dei due primi libri di
Corippo, _De laudibus Justini_ (_Appendix Hist. bizant_. p. 401-416,
Roma, 1777).
[407] Fa meraviglia che Pagi (_Critica in Annal. Baron_. t. II p. 639)
sulla fede di qualche cronaca siasi tratto a contraddire il chiaro e
decisivo testo di Corippo (_Vicina dona_l. II, 354; _Vicina dies_, l.
IV), ed a posporre il consolato di Giustino, sino all'A. D. 567.
[408] Teofane, _Chronograph_. p. 205. È inutile di allegare la
testimonianza di Cedreno e di Zonara, mentre essi non sono che semplici
compilatori.
[409] Corippo, l. III, 390. Si tratta incontestabilmente dei Turchi
vincitori degli Avari; ma la parola _scultor_ sembra non aver senso; e
l'unico manoscritto esistente di Corippo, sul quale fu pubblicata la
prima edizione di questo scrittore (1581, _apud_ Plantin), non si trova
più. L'ultimo editore, Foggini di Roma, congetturò che tal parola
dovesse esser corretta in quella di Soldano; ma le ragioni allegate dal
Ducange (Joinville, _Dissertat_. 16 p. 238-240) per provare che questo
titolo fu assai di buon'ora adoperato dai Turchi e dai Persiani, sono
deboli od equivoche; ed io mi trovo più disposto in favore di Herbelot
(Bibl. orient. p. 825) che attribuisce a quel vocabolo un'origine araba
o caldea, e lo fa incominciare nell'undecimo secolo, in cui il califfo
di Bagdad l'accordò a Mahmud, principe di Gazna e vincitore dell'India.
[410] Su questi caratteristici discorsi si paragonino i versi di Corippo
(l. III, 251-401) colla prosa di Menandro (_Excerpt. legat_. p. 102,
103). La loro diversità prova che non furono copiati l'uno dall'altro, e
la loro rassomiglianza che furono attinti alla stessa fonte.
[411] Sulle guerre degli Avari contro gli Austrasiani, vedasi Menandro
(_Excerpt. legat_. p. 110), San Gregorio di Tours (_Hist. Franc_. l. IV
c. 29), e Paolo Diacono (_De gest. Langob_. l. II c. 10).
[412] Paolo Warnefrido, Diacono del Friuli (_De gest. Langob_. l. I c.
23, 24). I suoi quadri de' nazionali costumi, quantunque grossolanamente
abbozzati, sono più animati ed esatti di quelli di Beda o di San
Gregorio di Tours.
[413] Questa istoria è raccontata da un impostore (Teofilatto Simocat.
l. VI c. 10); il quale però ebbe l'accortezza di stabilire le sue
finzioni su fatti pubblici e notorj
[414] Dopo le osservazioni di Strabone, di Plinio e d'Ammiano
Marcellino, sembra che questo fosse un uso comune fra le tribù degli
Sciti (Muratori, _Script. rer. italicar_. t. I p. 424). Le chiome
dell'America settentrionale sono esse pure trofei di valore; i Lombardi
conservarono per più di due secoli il cranio di Cunimondo; e lo stesso
Paolo intervenne al banchetto, in cui il duca Radechisio fece portar
fuori questa coppa destinata alle grandi solennità.
[415] Paolo, l. 1 c. 27; Menandro, in _Excerpt. legat_. p. 110, 111.
[416] _Ut hactenus etiam jam apud Bajoariorum gentem quam et Saxonum sed
et alios ejusdem linguae homines..... in eorum carminibus celebretur_
(Paolo, l. 1 c. 27). Esso morì, A. D. 799 (Muratori, _in Praefat_. t. 1
p. 397). Queste canzoni de' Germani, alcune delle quali potevano
risalire ai tempi di Tacito (_De morib. Germ_. c. 2), furono compilate e
trascritte per ordine di Carlo Magno. _Barbara et antiquissima carmina,
quibus veterum regum actus et bella canebantur scripsit memoriaeque
mandavit_ (Eginardo, _in vit. Car. Magn_. c. 29 p. 130, 131). I poemi di
cui fa elogio Goldast (_Animad. ad_ Eginard. p. 207) sembrano essere
romanzi moderni e spregevoli.
[417] Paolo (l. II c. 6-26) parla delle altre nazioni. Muratori (Antich.
Ital. t. I, Dissert. 1 p. 4) ha scoperto il villaggio de' Bavari alla
distanza di tre miglia da Modena.
[418] Gregorio il Romano (Dialog. l. III c. 27, 28, _apud_ Baron.
_Annal. eccles_. A. D. 579 n. 10) suppone che essi adorassero una capra.
Io non conosco che una religione in cui la Divinità sia ad un tempo
stesso la vittima.
[419] I rimproveri che dal Diacono Paolo (l. II c. 5) vengono fatti a
Narsete, possono essere senza fondamento; ma le migliori critiche
rifiutano la debole apologia pubblicata dal Cardinale Baronio (_Annali
Eccles._ A. D. 567 n. 8-12). Fra questi critici io indicherò il Pagi
(tom. II p. 639, 640), il Muratori (Annali d'Ital. t, V p. 160-163), e
gli ultimi editori, Orazio Bianco (_Script. rer. Italic._ t. I p. 427,
428), e Filippo Argelato (Sigon. Opera, t. II p. 11, 12). È certo che
quel Narsete che assistette alla coronazione di Giustino (Corippo, l.
III, 221) era un'altra persona dello stesso nome.
[420] Paolo (l. II c. 11), Anastasio (_in vit. Johan_. III p. 43),
Agnello (_Liber pontifical. Raven. in Script. rer. Ital_. t. II part, 1
p. 114-124) fanno menzione della morte di Narsete. Ma non posso
convenire con Agnello che questo Generale avesse novantacinque anni.
Com'è probabile che agli ottant'anni cominci l'epoca delle gloriose sue
imprese?
[421] Paolo Diacono nell'ultimo capitolo del suo primo libro, e ne'
sette primi del secondo, ci fa conoscere i disegni di Narsete e dei
Lombardi intorno all'invasione dell'Italia.
[422] In seguito a questa translazione, l'Isola di Grado prese il nome
di Nuova Aquileja (_Chron. Venet_. p. 3). Il Patriarca di Grado non
tardò molto a diventare il primo cittadino della Repubblica (p. 9 ec.);
ma la sua sede non si trasferì a Venezia che nel 1450, e presentemente è
carico di titoli e di onori. Ma il genio della Chiesa s'abbassò innanzi
al genio dello Stato, ed il governo di Venezia cattolica è presbiteriano
in tutto il rigor del termine (Tomassino, _Discip. de l'Eglise_, t. 1 p.
156, 157, 161-165; Amelot da la Houssaye, _Gouvernement de Venise_, t. 1
p. 256-261).
[423] Paolo fece una descrizione delle diciotto regioni in cui l'Italia
era allora divisa (l. II c. 14-24). La _Dissertatio chorographica de
Italia medii aevi_ del Padre Beretti, religioso Benedettino e professore
Reale a Pavia, è stata consultata con molto profitto.
[424] Veggansi i materiali raccolti da Paolo sulla conquista d'Italia
(l. II c. 7-10, 12, 14, 25, 26, 27), l'eloquente racconto di Sigonio (t.
II, De regno Italiae, l. I p. 13-19), e le esatte critiche Dissertazioni
del Muratori (Annali d'Italia, t. V p. 164-180).
[425] Il lettore ricorderà la storia della moglie di Candaulo e
l'assassinio di questo sposo che viene narrato da Erodoto in un modo sì
piccante nel primo libro della sua Storia. La scelta di Gige αιρεεται
αυτος περιειναί può servire d'una specie di scusa a Peredeo;
ed i migliori scrittori dell'antichità si sono serviti di questa blanda
insinuazione di un'idea odiosa (_Graevius, ad Ciceron. Orat. pro
Milone_, c. 10).
[426] Vedi l'Istoria di Paolo, l. II c. 28-32. Ho cavato parecchie
interessanti particolarità dal _Liber pontificalis_ d'Agnello, _in
Script. rer. Ital_. t. II p. 124. Fra tutte le guide cronologiche, la
più sicura è il Muratori.
[427] Gli autori originali sul Regno di Giustino il Giovine sono Evagrio
(_Hist. eccl_. l. V c. 1-12), Teofane (_Chronograph_. p. 204-210),
Zonara (t. II l. XIV p. 70-72), Cedreno (_in Compend_. p. 388-392).
[428]
_Dispositorque novus sacrae Baduarius aulae;_
_Successor soceri mox factus Cura palati_.