Il signor Kyllea era tornato trionfante.
Il Sindaco, invitandolo a un convegno per accomodare il maledettissimo
affare dell'acqua, aveva pensato di mandargli incontro il brigadiere e
due carabinieri, perchè lo scortassero fino al Municipio. Una gran
folla ingombrava la piazza, quasi quell'acqua avesse dovuto essere
spartita tra tutti, una goccia per uno.
--Grazie,--brigadiere--egli aveva detto:--O mi lasciate entrar solo in
paese, o torno indietro. Se il Sindaco ha paura per sè, provveda ai
fatti suoi.
Ed era entrato solo, a testa alta, col solito passo franco e risoluto.
La folla si era aperta davanti a lui, ed egli era passato, guardando
le persone in faccia, salutando alcuni che riconosceva per suoi
lavoratori e che dovevano trovarsi là perchè c'erano tutti--tutti quei
del paese, uomini e donne, giovani e vecchi--e non già perchè
potessero avere qualche astio contro di lui.
Nella sala del Consiglio i pretesi interessati si pigiavano dietro il
parapetto di legno che chiudeva gli stalli dei Consiglieri comunali
inaugurati pochi mesi prima. Pochi Consiglieri erano intervenuti; ma
il Sindaco, due assessori e il segretario erano già seduti al loro
posto e avevano l'aria di formare un piccolo tribunale in attesa del
reo. Dietro il seggiolone del Sindaco, in piedi, stava il notaio La
Bella.
Il brigadiere introdusse il signor Kyllea dalla parte opposta a quella
d'onde entrava il pubblico, e all'apparire dell'_inglese_, come molti
tuttavia lo chiamavano, un mormorìo corse per la sala.
Il Sindaco, che sembrava mostrarsi piuttosto favorevole agli interessi
dei suoi amministrati, per tattica di uomo che sa barcamenarsi nei
momenti difficili--e ne aveva già avvertito il signor Kyllea--lo
salutò, gli accennò di sedersi in uno di quegli stalli vuoti, e
cominciò ad esporre il motivo di quella riunione.
--Meglio fare le cose all'amichevole, senza inframettervi i tribunali.
Si risparmiano così tempo e denari. Già!... Certamente il signor
Kyllea era in diritto di scavare l'acqua nei suoi fondi; ma era anche
vero che la sorgente dell'opposto versante della collina fosse venuta
meno dopo quello scavo... Già!... Bisognava mettere d'accordo i due
interessi... Avevano fatte male cercando di farsi giustizia con le
loro mani. Già!... Ma, che si voleva?... Ormai il fatto era fatto...
Danni gravi! E dunque egli era là per la conciliazione, per l'ordine.
Già!...
Chi sa quanti altri _già_ egli avrebbe interpolati alle parole che gli
uscivano stentatamente di bocca, se il signor Kyllea non si fosse
rizzato in piedi e non lo avesse tolto d'imbarazzo.
--Io vado per le spiccie, signor Sindaco. Sono anche io per l'ordine e
per la pace: ma veggo qua parecchi degli antichi proprietari delle
grillaie da me comperate cinque anni fa; permetta che io mi rivolga a
loro. Ve le ho pagate quelle grillaie, sì o no? C'era, forse, allora
qualcuno che le avrebbe pagate di più? Ne cavavate appena appena di
che provvedere alle tasse... Le rivolete ora che io le ho ridotte
prospere e fiorenti? Prendetevele; sono pronto rivenderle, per quel
che valgono ora, s'intende. Se c'è qualcuno che accetta, si faccia
avanti... A loro, personalmente, le cedo; ad altri, no. A coloro che
vi sobillano, che vi fanno credere che io vi ho spogliati, perchè
sperano che annoiato, impaurito, lasci qui baracca e burattini, come
dite voialtri... e mi sbarazzi dei terreni per quattro soldi... eh no!
Io sono inglese; ho la testa dura. Voi... che ne dite? E voi... che ne
dite? No? E allora che cosa pretendete da me? Che ve ne faccia un bel
regalo? Non sono così gran signore da permettermi questo lusso. Bravi!
Ridete; perchè è veramente da ridere! E ora veniamo a coloro
dell'acqua. Chi sono? Si facciano avanti... Quattro, in tutto! E com'è
che siete venuti a centinaia per rovinarmi ogni cosa? Primieramente,
l'acqua dell'altro versante è tal quale si trovava prima... Ah! Può
venir meno? Attendete che il danno avvenga: ne riparleremo. E
quand'anche fosse così, dovevate farvi giustizia con le vostre stesse
mani?... I tribunali? Andiamo pure davanti ai tribunali... Io non ho
paura dei giudici. Rispondete intanto a una domanda: che cosa ne fate
dell'acqua che ora possedete? Niente. Vi è mai passato pel capo di
ricercarne altra?... Ci vogliono quattrini? Ma sicuro; negli affari ci
vogliono testa e quattrini. Perchè non vi prestano i quattrini coloro
che vi dànno i bei consigli di venire a guastarmi la conduttura, e a
rovinarmi gli agrumi? Li hanno, i quattrini; e se vorreste vender loro
quelle terre, essi non farebbero come me, non ve le pagherebbero il
doppio di quel che ora valgono; vi risponderebbero:--Quattro sassi!
Non sappiamo che farcene!--Io sono leale e franco, vi dico: Volete
vendere?... No!... Benissimo. Vi dico anche: Se involontariamente vi
danneggerò... se il danno sarà accertato... chi rompe paga... Sono
pronto a indennizzarvi. È ragionevole, è giusto. Ma con la violenza...
Ah! Ah! Su questo punto sono più siciliano di voialtri... quando vi
ricordate di essere siciliani. Io, da che sono venuto qui, non ho
fatto male a nessuno. Se c'è tra voi uno solo che possa lagnarsi con
ragione di me... I miei lavoratori sono stati rimunerati con mercedi
insolite qui. Mi davano l'opera delle loro braccia, il sudore della
loro fronte, ed io li ho trattati da cristiani e non da bestie... È
vero? Mi fa piacere sentirlo dire da voi stessi... Sareste ingrati,
sconoscenti affermando il contrario... E intanto mi avete trattato da
nemico... I veri vostri nemici cercateli altrove, tra coloro che vi
aizzano, che si servono della vostra zampa per cavare le castagne dal
fuoco... Sentirete come vi brucierà!... Parlo male, forse, signor
Sindaco? Come? Certe cose non si debbono dire? Ora sono io che eccito
la gente? La verità si deve dire sempre, a ogni costo; è il mio
sistema... specie quando gli altri spargono attorno la bugia, la
calunnia... E per concludere, sentite, signori miei. Io sono suddito
inglese; la mia pelle vale cara... Se mi ammazzate, mi pagherete a
peso d'oro... E aggiungo anche che non la lascio prendere al primo che
la vuole. A coloro cui fanno gola i miei terreni--voialtri non li
volete, non sapreste che farvene--rispondo: Fuori i quattrini!--Su,
come vi dètta la coscienza: Che cosa preferite? Che restino in mia
mano, oppure che vadano ad ingrassare chi li ha lasciati per centinaia
d'anni incolti, infruttiferi?... Io lo sapevo che avreste risposto
così. Siete brava gente, troppo buona gente... Grazie! Ho fatto del
bene al vostro paese; farò ancora del bene, e non a parole; è il mio
mestiere. Sono convinto che, facendo bene agli altri, ne faccio
altrettanto e forse più a me. E queste mie parole riferitele
fedelmente a coloro che non hanno potuto udirle... Chi vuol venire a
lavorare domani, venga laggiù; il cancello sarà aperto... Io non ho
rancori con nessuno... Vi saluto!
Sentendo applaudire nella sala, anche la folla della piazza prese ad
applaudire.
Il canonico Medulla, che era in un negozio di droghiere in attesa del
risultato, saputo com'erano andate le cose, fece una spallucciata
sdegnosa:
--Si son lasciati mettere nel sacco! Con quell'imbecille di
Sindaco!... Era da prevederlo!... Ora non manca altro che vi faccia
diventare tutti protestanti!... Dio vi aiuti!