XII

Il signor Kyllea era tornato trionfante.

Il Sindaco, invitandolo a un convegno per accomodare il maledettissimo

affare dell'acqua, aveva pensato di mandargli incontro il brigadiere e

due carabinieri, perchè lo scortassero fino al Municipio. Una gran

folla ingombrava la piazza, quasi quell'acqua avesse dovuto essere

spartita tra tutti, una goccia per uno.

--Grazie,--brigadiere--egli aveva detto:--O mi lasciate entrar solo in

paese, o torno indietro. Se il Sindaco ha paura per sè, provveda ai

fatti suoi.

Ed era entrato solo, a testa alta, col solito passo franco e risoluto.

La folla si era aperta davanti a lui, ed egli era passato, guardando

le persone in faccia, salutando alcuni che riconosceva per suoi

lavoratori e che dovevano trovarsi là perchè c'erano tutti--tutti quei

del paese, uomini e donne, giovani e vecchi--e non già perchè

potessero avere qualche astio contro di lui.

Nella sala del Consiglio i pretesi interessati si pigiavano dietro il

parapetto di legno che chiudeva gli stalli dei Consiglieri comunali

inaugurati pochi mesi prima. Pochi Consiglieri erano intervenuti; ma

il Sindaco, due assessori e il segretario erano già seduti al loro

posto e avevano l'aria di formare un piccolo tribunale in attesa del

reo. Dietro il seggiolone del Sindaco, in piedi, stava il notaio La

Bella.

Il brigadiere introdusse il signor Kyllea dalla parte opposta a quella

d'onde entrava il pubblico, e all'apparire dell'_inglese_, come molti

tuttavia lo chiamavano, un mormorìo corse per la sala.

Il Sindaco, che sembrava mostrarsi piuttosto favorevole agli interessi

dei suoi amministrati, per tattica di uomo che sa barcamenarsi nei

momenti difficili--e ne aveva già avvertito il signor Kyllea--lo

salutò, gli accennò di sedersi in uno di quegli stalli vuoti, e

cominciò ad esporre il motivo di quella riunione.

--Meglio fare le cose all'amichevole, senza inframettervi i tribunali.

Si risparmiano così tempo e denari. Già!... Certamente il signor

Kyllea era in diritto di scavare l'acqua nei suoi fondi; ma era anche

vero che la sorgente dell'opposto versante della collina fosse venuta

meno dopo quello scavo... Già!... Bisognava mettere d'accordo i due

interessi... Avevano fatte male cercando di farsi giustizia con le

loro mani. Già!... Ma, che si voleva?... Ormai il fatto era fatto...

Danni gravi! E dunque egli era là per la conciliazione, per l'ordine.

Già!...

Chi sa quanti altri _già_ egli avrebbe interpolati alle parole che gli

uscivano stentatamente di bocca, se il signor Kyllea non si fosse

rizzato in piedi e non lo avesse tolto d'imbarazzo.

--Io vado per le spiccie, signor Sindaco. Sono anche io per l'ordine e

per la pace: ma veggo qua parecchi degli antichi proprietari delle

grillaie da me comperate cinque anni fa; permetta che io mi rivolga a

loro. Ve le ho pagate quelle grillaie, sì o no? C'era, forse, allora

qualcuno che le avrebbe pagate di più? Ne cavavate appena appena di

che provvedere alle tasse... Le rivolete ora che io le ho ridotte

prospere e fiorenti? Prendetevele; sono pronto rivenderle, per quel

che valgono ora, s'intende. Se c'è qualcuno che accetta, si faccia

avanti... A loro, personalmente, le cedo; ad altri, no. A coloro che

vi sobillano, che vi fanno credere che io vi ho spogliati, perchè

sperano che annoiato, impaurito, lasci qui baracca e burattini, come

dite voialtri... e mi sbarazzi dei terreni per quattro soldi... eh no!

Io sono inglese; ho la testa dura. Voi... che ne dite? E voi... che ne

dite? No? E allora che cosa pretendete da me? Che ve ne faccia un bel

regalo? Non sono così gran signore da permettermi questo lusso. Bravi!

Ridete; perchè è veramente da ridere! E ora veniamo a coloro

dell'acqua. Chi sono? Si facciano avanti... Quattro, in tutto! E com'è

che siete venuti a centinaia per rovinarmi ogni cosa? Primieramente,

l'acqua dell'altro versante è tal quale si trovava prima... Ah! Può

venir meno? Attendete che il danno avvenga: ne riparleremo. E

quand'anche fosse così, dovevate farvi giustizia con le vostre stesse

mani?... I tribunali? Andiamo pure davanti ai tribunali... Io non ho

paura dei giudici. Rispondete intanto a una domanda: che cosa ne fate

dell'acqua che ora possedete? Niente. Vi è mai passato pel capo di

ricercarne altra?... Ci vogliono quattrini? Ma sicuro; negli affari ci

vogliono testa e quattrini. Perchè non vi prestano i quattrini coloro

che vi dànno i bei consigli di venire a guastarmi la conduttura, e a

rovinarmi gli agrumi? Li hanno, i quattrini; e se vorreste vender loro

quelle terre, essi non farebbero come me, non ve le pagherebbero il

doppio di quel che ora valgono; vi risponderebbero:--Quattro sassi!

Non sappiamo che farcene!--Io sono leale e franco, vi dico: Volete

vendere?... No!... Benissimo. Vi dico anche: Se involontariamente vi

danneggerò... se il danno sarà accertato... chi rompe paga... Sono

pronto a indennizzarvi. È ragionevole, è giusto. Ma con la violenza...

Ah! Ah! Su questo punto sono più siciliano di voialtri... quando vi

ricordate di essere siciliani. Io, da che sono venuto qui, non ho

fatto male a nessuno. Se c'è tra voi uno solo che possa lagnarsi con

ragione di me... I miei lavoratori sono stati rimunerati con mercedi

insolite qui. Mi davano l'opera delle loro braccia, il sudore della

loro fronte, ed io li ho trattati da cristiani e non da bestie... È

vero? Mi fa piacere sentirlo dire da voi stessi... Sareste ingrati,

sconoscenti affermando il contrario... E intanto mi avete trattato da

nemico... I veri vostri nemici cercateli altrove, tra coloro che vi

aizzano, che si servono della vostra zampa per cavare le castagne dal

fuoco... Sentirete come vi brucierà!... Parlo male, forse, signor

Sindaco? Come? Certe cose non si debbono dire? Ora sono io che eccito

la gente? La verità si deve dire sempre, a ogni costo; è il mio

sistema... specie quando gli altri spargono attorno la bugia, la

calunnia... E per concludere, sentite, signori miei. Io sono suddito

inglese; la mia pelle vale cara... Se mi ammazzate, mi pagherete a

peso d'oro... E aggiungo anche che non la lascio prendere al primo che

la vuole. A coloro cui fanno gola i miei terreni--voialtri non li

volete, non sapreste che farvene--rispondo: Fuori i quattrini!--Su,

come vi dètta la coscienza: Che cosa preferite? Che restino in mia

mano, oppure che vadano ad ingrassare chi li ha lasciati per centinaia

d'anni incolti, infruttiferi?... Io lo sapevo che avreste risposto

così. Siete brava gente, troppo buona gente... Grazie! Ho fatto del

bene al vostro paese; farò ancora del bene, e non a parole; è il mio

mestiere. Sono convinto che, facendo bene agli altri, ne faccio

altrettanto e forse più a me. E queste mie parole riferitele

fedelmente a coloro che non hanno potuto udirle... Chi vuol venire a

lavorare domani, venga laggiù; il cancello sarà aperto... Io non ho

rancori con nessuno... Vi saluto!

Sentendo applaudire nella sala, anche la folla della piazza prese ad

applaudire.

Il canonico Medulla, che era in un negozio di droghiere in attesa del

risultato, saputo com'erano andate le cose, fece una spallucciata

sdegnosa:

--Si son lasciati mettere nel sacco! Con quell'imbecille di

Sindaco!... Era da prevederlo!... Ora non manca altro che vi faccia

diventare tutti protestanti!... Dio vi aiuti!

Il Benefattore · 第 27 / 40 题