IV.

Vanno le donne angeliche nell'alta erba fiorita

in lagrime la cenere strisciando di lor veste,

E morta, ma ridente nel suo splendor celeste,

portano una fanciulla tra i gigli impallidita.

Di soave tristezza inebriate, il suono

mandan le bianche voci. L'anima sofferente

le segue umile e casta del pianto alla sorgente,

ove le belle attingono la grazia del perdono.

Presso la soglia candida, da cui l'onda deriva,

si prostra il fiero sdegno, l'ira si prostra cieca:

più t'immergi nell'acqua che la fontana reca,

più la fanciulla morta a te ritorna viva.

"Io sono la speranza nata dal tuo piacere,

ho il sol dentro ai capelli e molte spine ai piedi:

io son la pura essenza di quel che pensi e credi,

l'anima profumata son delle cose vere.

"Morta son viva e passo nei sogni del mortale,

spargendo colle mani aperte la semente

di nuovi sogni. Io sono la bella sorridente,

che stillo eterni aromi dai morti fior del male."

Vecchie cadenze e nuove · 第 81 / 94 题