Fanno nel cielo bianco i curvi rami
della selva, che molta neve ingombra,
de' vani, sottilissimi ricami.
Per i viali della terra, sgombra
d'ogni speranza, passa una mortale
tristezza, che il candor del suolo adombra.
Lugubri augelli van sbattendo l'ale
contro i gelidi tronchi. Io piango. È questa
la morta selva piena d'ogni male.
Torna la donna in una verde vesta,
che tiene un molle ramicello in mano
e vien benedicendo la foresta.
Non cade, no la sua pietade invano
nel rigido dolor, ma il segno santo
della prudente piccioletta mano
Alla tristezza scioglie il duro incanto.