I.

Venimmo al bivio e:--Qui--disse la guida

(Un veteran tedesco)--qui si ruppe

La legion dei francesi. Entro la fossa,

A cui bevono i prati, a cento a cento

Incalzati cadevano travolti,

Dai nostri. I moribondi brancicando

Tiravan dentro i vivi e senza ponte

Vi passò lo squadron della Gran Guardia

Coi pesanti cavalli. Altri sul posto

Disceser dei caduti e novamente

Si contrastò, fin che si vide il mucchio

Emergere dei morti e far parete

Ai combattenti. Allor fu che dal colle

La mitraglia tedesca e morti e vivi

Spazzò via come volano le stoppie

Per il campo al soffiar dell'uragano.

Un bel colpo, perdio! ma finalmente

Verso sera potè l'imperatore

(Che Dio salvi) passar colla sua scorta.

* * *

Proseguimmo pel campo. Essa era pallida

Come uno spettro e nella mia mettendo

La sua mano e coll'altra i lembi sparsi

Stringendo della veste:--Ahimè!--proruppe--

Non lasciar che mi afferrino codesti

Poveri morti!

* * *

Il veteran cortese,

A cui già sorridea dei quattro marchi

Il lucente ideal, seco ci trasse

Verso un ponte e:--Di qui--disse segnando

Colla man la via lunga che discende

La sodaglia--passò dopo la rotta

Il sesto fanteria, quando improvviso

Si ruppe il ponte al saltar della mina;

Pel diavolo, un bel colpo! Ancor si scava

E trovan ossa e ciondoli e nell'oro

Chiusi sottili ricciolotti d'oro.

* * *

La meschina, la man sempre nascosta

Nella mia, balbettò tutta tremante:

--Quali voci usciran quindi di notte

Da queste zolle? e come sboccia ancora

Da tanto sangue un fiore?

* * *

Il veterano

Ci condusse a veder il freddo ossario

Che raduna gli avanzi. Ergesi in vetta

Al poggio, in mezzo ai pallidi cipressi

La smorta cripta, a cui salì per breve

Scala color di cenere. Un disteso

Leon sta sulla porta e va dicendo:

_Qui riposa il valor_. Escono a fregio

D'eroico stil sull'orlo delle lunghe

Finestre i nudi teschi degli eroi

Avidamente per le vuote occhiaie

Beventi il sol. Intorno scende e tace

La mal colta campagna e tace un bosco

Pien di sinistri agguati e di rimorsi.

Ella si strinse anche di più vicina

Al mio cor timorosa e mentre l'uscio

Del buio cimitero cigolava

Sui rauchi chiovi a palesar la ridda

Degli stinchi, inciampò lì sulla soglia,

Quasi in un fiero ed insolente oltraggio

Che l'afferrasse:--Oh! lascia ch'io mi sieda--

Disse--qui sui gradini all'aria e al sole:

Non per questo siam nate.

* * *

Il veterano

Tutta sapea di quelle tibie infrante

L'epica istoria, e ballottando i crani

Nella tremula man, tutta mi sciolse

La leggenda dell'odio ch'ei ricanta

Per quattro marchi ed un bicchier di birra

Com'è descritta in violente note

Sopra la scorza logora dell'ossa.

Vecchie cadenze e nuove · 第 64 / 94 题