LUCRETIA GAMBERA VISCONTE ALLA S. MELIBEA DALLA ROVERE.

Tutte le volte che voi mi scrivete, sempre con caldo affetto mi

essortate ch'io ritorni alli tralasciati studi il che ho piu volte

pensato di voler fare, ma a dirvi il vero, natura m'ha dato il gusto

si dilicato che non trovo scrittore alcuno o in la greca ò in Latina

lingua che pienamente sodisfar mi possa: sempre ritrovo ò che le lor

opre sono del tutto vote, come già mi soviene haver detto Socrate d'una

certa opera di Anasagora che ne suoi tempi venne in luce: alcuni ve ne

sono troppo affettati: altri poi troppo arridi et troppo digiuni: ne

vego anchora molti scrivere senza alcuna arte, & senza alcuno giudicio

& quanti ne trovo etiandio indegni di esser chiamati scrittori, ma piu

tosto ladri, havendo da vari luoghi ripiene le lor carte de furti: ne

trovo infiniti slombati, senza nervo, & senza sangue, pieni di brutte

cicatrici per non voler usare alcuna diligentia nelli lor componimenti

di emendare, di mutare o di trasporre o di aggiugnere: basta lor usare

de molte iperboli senza mostrar di saper punto, quel che alla poetica

dignità si convenga: ho rivolto sossopra l'anno passato mille vollumi,

& in veruno non vego alcuna magnificentia di spirito, non vi scorgo

severità di sententie ò proprietà de vocaboli non ci trovo finalmente

industria alcuna: se l'è Poeta io non ci so vedere alcuna numerosa

struttura: se l'è prosatore, non sento che le sue prose sieno da alcuni

piedi per farci sentir maggior diletto legate, & dolcemente strete

(come gia volle far Isocrate) si che non me ne date piu noia, ne piu mi

essortate a studiare; ma lasciatemi piu tosto attender all'aco, alla

qual cosa sentomi dalla natura piu inchinata & piu disposta di Milano

alli XX di Luglio.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 255 / 268 题