PHILENA AUGUSTA A M. TADEA LOSCA.

Certamente voglio dir per l'avvenire, come soleva gia di Socrate che

la natura habbi errato a non farci le finestre nel petto: se questa

finestra hora ci havesi, voi non sospettereste di me, come sospettate:

ma tutto questo disturbo mi nasce dalla nequitia de miei nemici, li

quali hanno congiurato nella mia destruttione: & doppo molti mali che

m'hanno fatto, non cessano tuttavia di minacciarmi: ma io ho speranza

nel S. Iddio giusto giudice delle cose de mortali, che le lor minaccie

haverranno in se piu terrore, che nocumento, & saranno simili a quei

tuoni che vengono senza folgorare: fanno questi miei avversari verso

di me, come fanno quelli li quali veggendo che li alberi tagliati

germogliano et repululano, si risolveno di tagliarli le radici:

vorrebbono pormi nella disgratia nostra, accio che a fatto a fatto

io rimanessi estinta, et non mandassi piu fuori, ne ramo, ne fronda:

pacientia, di tutto quello che Iddio vuole che io sofferisca. Di Roma

alli XX. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 245 / 268 题