Hò inteso che sendo ito il vostro maggior fratello alla caccia, era
alli di passati con gran dolore & dispiacere di chi lo conosceva
stato da uno Orso ucciso: non vi saprei giamai ridire quanto affanno
n'hebbi et per amor suo, & per vostro sentito: hor mentre di ciò mi
lagno & mi querelo, vennemi chi porse refrigerio al mio dolore, &
questo fu il ricordarmi de molti cavaglieri & per sangue & per virtù
Illustri, liquali da diversi animali uccisi, dolenti per essi lasciati
ci havevano: Sovennemi d'haver letto presso di Pausania che Millone
fusse da lupi mangiato: Basilio Macedonico Imperadore fusse amazzato
da un Cervo mentre li dava la caccia: Ho letto nelle greche storie
qualmente Cratis sibaritano fu da un becco per gelosia mentre dormiva
presso de la mal amata Capra con le corna svenato: Scrive Antipatro di
Tarso che Gatis Reina della Siria la quale, fu poi chiamata Atergate fu
data da manicare a pesci: Ho parimenti letto che Hattone Arcivescovo
di Maganza fu nel Reno mangiato da Topi non senza gran sospitione di
vendetta divina poi che finse di voler dar la limosina ad una gran
moltitudine de poveri & poi rinchiusi in un granaio tutti senza haverne
alcuna pietà gli fece miserabilmente ardere Euphemia vergine Illustre
& figliuola di Philophrone Senatore fu mangiata dalli leoni Revocato
& Felicita incliti di Christo martiri furono amazzati da leopardi. La
memoria di questi essempij m'hà consolata & cosi piacerebbemi che da
voi stessa con simile ricordanza vi consolassi: dovereste pur esser piu
che certa che qua giù non si fa cosa veruna senza la volunta di colui
che il tutto fece, & che il tutto regge & sempiternamente governa:
dative pace hormai dolce signora, poi che per le vostre lagrime et
per li vostri cordogli a vita rivocar non si puo & qui faccio di
scriver fine, à voi del continuo raccomandandomi & a darvi di ciò che
di sinistro vi accade patientia, essortandovi. Di Vinegia alli XX. di
Marzo.