Per questa mia, vi faccio sapere che Alessandro vostro è risanato,
& per quanto mi dicono & li medici & li servidori insieme, gli è
sopravenuta questa infirmità per soverchio mangiare & per ismoderato
bere & (se l'è vero quel che m'è rifferito) credo io che la voracita
di Archesilao Pritaneo, di Domitio Aphro, di Septimio severo, et di
Valentiniano fusse nulla anzi una somma parcità rispetto a quella di
costui, che mai non si vede satollo: pare habbia un Lupo nel stomaco,
pare habbi una spongia in gola: & che si credono costoro di fare?
pensano forsi d'esser nati al mondo sol per consumarci le vettovaglie?
avvertitelo adunque amorevolmente à tener vita piu regolata ch'egli non
tiene, essortatelo con le vostre savie lettere all'esser piu temperante
& moderato ch'egli non è: io dal mio canto non manchero di essortarcelo
fin che egli stara in questi vicini luoghi: ben che alle volte, per
scuotere il giogo che ci hanno posto gli huomini tirannescamente al
collo, vorrei che tutti fussero di cotal natura: ne so piu espediente
via à riparare alla servitu nostra. state sana et amatime: da Mallè
alli VIII. d'Ottobre.