Ritornò (Valorosa Signora) alli di passati dalla corte del
Christianissimo Enrico M. Francesco Beltramo, ilquale, divenuto novo
Trombetta della virtù & singolar bontà di V. Eccel. hà talmente acceso
il cuore di ciascuna donna, che insino allhora presente altro per tutta
Lombardia non si desidera, che di servirvi, di amarvi (& se far si
potesse senza nota d'impietà) di adorarvi. ma che dico io di ciascuna
donna? anzi di ciascun valoroso Cavagliere. à tale che chiunque si
sente haver nel petto lealtà di fidel servidore, ò valor di forte
guerriero, desidera porsi nel servigio del potentissimo Re di Francia:
& questo desiderio, non tanto nasce loro dalla liberalità & gratitudine
Regale, quanto dalla amorevole protettione quale (per quanto s'intende)
hà preso la bonta vostra della natione Italiana: Felice quel gran
Re à cui per celeste sorte, è toccato d'haver presso di se donna che
li faccia tal servigio che appena fare lo saprebbe un Coleggio de i
piu perfetti Senatori c'havesse mai ò Roma ò la dotta Athene: ne men
felici saremo noi donne se sapessimo imitar la destrezza del vostro
divino ingegno, la perfettione del giudicio, l'integrità dell'animo,
la sincerita della vita, la generosita del cuore, & la purità della
conscientia laquale, (per quanto m'è riferito & dal sopradetto M.
Francesco & da molti altri di non minor fede degni) fu sempre schiva
di falsità, di simulationi, & di qualunque cosa indegna di donna
che Iddio ami & i suoi santi giudicij tema. Hò posta S. Duchessa la
penna su questa Carta et vi hò piu familiarmente scritto che non si
convenia farsi all'altezza del grado vostro, date la colpa all'intesa
et smisurata allegrezza nel cuor mio novellamente conceputa; qual
non ho potuto mai raffrenare & sono stata sforzata (mio mal grado) di
communicarla alla penna mia, accioche per il mezo suo pervenesse a gli
orecchi di V. Ecc. & fra voi stessa tacitamente vi rallegraste; Iddio
sempre ringratiando c'habbi piovuto sopra del capo vostro, tante,
& tante Illustri gratie che se ne potrebbe arrichire tutto il Regno
di Francia. non mi voglio dilattar piu del dovere: So che io scrivo
a una grande et occupatissima Duchessa & a donna finalmente degna
d'essere Imperatrice di tutta Europa: farò adunque fine al scriver mio,
pregandovi ad havermi con le mie figliuole per humilissima vassalla &
obedientissima serva. Iddio nostro S. sia sempre la guardia vostra & vi
essalti sopra il choro delli Agnoli insieme col Felicissimo Enrico. Di
Vinegia alli XXVI. di Decembre nel M.D.XLVIII.