VIRGINIA DA GAMBERA A M. GIULIA FERRERA.

Intesi l'altro giorno del gran pericolo, nel qual cadeste, per voler

montare sopra di quel sfrenatissimo cavallo, che alli di passati vostro

fratello vi donò, & subitamente mi triemò il cuor nel petto. Veramente

non leggo mai quel verso d'Ovidio. Quique ab equo præceps alienis

decidit arvis, che l'animo non mi caschi (come dice Homero) nelle

Ginocchia. Non leggo mai di Nipheo, di Leucago, di Ligeri, di Clonio,

di Thymete, di Agenore, di Bellorophonte, & di Seleuco, che tutta

non mi sbigotisca per esser morti cadendo da cavallo. Fate a mio modo

sorella carissima, non vi montate piu, andate piu tosto a piedi, anzi

boccone, & se mi amate, overo credete che io ami punto voi, oprate di

sorte che non si sentano piu di voi cotai novelle: state sana. Da Roma

alli IIII. d'Ottobre.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 222 / 268 题