Sempre, da che il mondo è mondo, gli huomini litterati o furono
superbi, arroganti, & ambitiosi, et per mostrarvelo incomincio da quel
dotto Menecrete medico, il quale voleva della sua opera sol questa
mercede, che li risanati per lui, si confessassero suoi servi, &
lo chiamassero Giove: Nestorio heretico et fonte di varia dottrina,
quell'istesso giorno, ch'egli fu creato Vescovo di Costantinopoli,
promise liberamente a ciascuno il cielo: Nevio Poeta Comico: lasciò
che si scrivesse nel suo sepolcro questo Pitaphio. Immortales,
mortales si foret fas flere, flerent divæ Camœnæ, nevium Poetam.
Itaque postquam orci traditus est thesauro, obliti sunt Romæ latina
loquier lingua. Palemone Grammatico, si gloriava che seco nate fussero
le buone lettere, & che seco havessero anchora da morire. Mostruosa
anchora fu l'arroganza di Paulo Samosateno; ma piu assai quella di
Tamira poeta di Thracia, ilquale hebbe ardire di contrastar con le
Muse, & per la smoderata sua arroganza, li trassero gli occhi dal
capo. Timeo historico Siciliano si gloriò piu d'una fiata di superare
Tuccide & Philisto, liquai furono nobilissimi storici. Accio Poeta
hebbe ardire di por la statua sua nel tempio delle Camene, & ve la
puose grandissima, essendo egli di picciolissima statura. Suffeno
poeta inettissimo, fu sopra tutti si glorioso che n'ha fatto luogo
al proverbio presso di Catullo: Manes (quel grande & dottissimo
heretico) vendicavasi gl'honori della divinità & diceva che l'era nato
di Vergine. Empedocle Poeta di Agrigento si gittò in Ethna, per dar
ad intendere al volgo ch'egli fosse volato ne celesti chiostri per
la sua eccellentia. Arrogantissimo fu Calliphane Poeta: non fu anche
assai ambitioso Virgilio dicendo. Primus idumæas referam tibi Mantua
palmas? non fu ambitioso Ovidio scrivendo Peligne gentis gloria dicar
ego? & quell'altro ò furtunatam natam me Consule Romam. Non debbo
dirvi di Appione grammatico Alessandrino, che fu di tanta arroganza
che prometteva immortalità a cui le sue opere dedicasse: benche di
questi arrogantacci non ce ne manchino hoggidi promettitori del cielo,
essendo essi riposti nell'abisso delle miserie. paiommi cotestoro
simili alli Alchimisti, li quali privi d'ogni bene essendo promettono
monti d'oro a chi pazzamente lor crede, ma spero in Dio che se noi
perseveraremo nelli studi come incominciato habbiamo, non haveremo
bisogno delle loro trombe, ma ad essi piu tosto farà mestieri delle
nostre. Io vi ho voluto far questo longo discorso per haver inteso che
un certo disgratiataccio, ilquale è in odio da che nacque, alli huomini
& alli Dei vi minaccia di farvi morire con i suo fecciosi & stomacosi
scritti, se piacevole liberale, et affabile non ve li dimostrate.
Credetelo a me, che queste furfantesche bravate, sono di peculiar
vitio d'alcuni affamati scrittori, che vorrebbono vivere alle spese
nostre: se habbiamo pur da far vezzi a scrittori, facciamone a quelli
che ne suoi scritti ci insegnano, & dolcemente ci dilettano, & non a
questi bestioni. Un'altra cosa vi dirò di piu: attendiamo a caminare di
virtu & in virtu che cosi li tagliaremo la via del mal dire; & saranno
sforzati a cantar di noi (malgrado loro). Soviemmi una fiata che un
moderno istorico, disse alla presenza del gran Marchese di Pescara
ch'egli voleva scrivere non so qual valorosa impresa che alli di
passati fatta s'era & il Marchese arditamente rispose, adunque volendo
dir il vero, di necessità scriverete di me: cosi dico in proposito;
se noi diverremmo caste, forti, modeste, giuste, magnanime, discrete,
prudenti, grate, dotte, bellicose, liberali, come faranno di meno a
non far memoria di noi, volendo di cotal materia favellare? salvo se
non vorranno empir le carte loro de sogni, & de fittioni; attendiamo
pur ad esser buone, di perfetta & di vera bontà, & non temeremo le
penne loro, attendiamo alli studi dell'eloquentia, congiunta però con
la sapientia; & scriviamo anchora noi in biasimo & vituperio de gli
huomini, si come essi longo tempo hanno fatto contra di noi, & tuttavia
fanno a nostri giorni: facciamoli vedere per chiari essempij tolti dal
centro delle piu veraci historie, che fussero sempre gli huomini da che
fu creato Adamo, temerarij, litigosi, fraudolenti, protervi ingrati,
loquaci, importuni, perfidi, pergiuri, traditori, ingiusti, vani,
bugiardi, volubili, incostanti, paurosi nelle honeste imprese & audaci
nelle ingiuste attioni: facciamoli vedere che furono sempre ladri
crudeli insidiatori, crapulosi, bevitori, lussuriosi, biastemmiatori,
sprezzatori d'Iddio, incestuosi, sacrilegi, inhumani impij, tiranni &
scelerati: facciamoli vedere che furono sempre deboli & mal sofferenti
delle aversità, violatori dell'altrui reputatione, usurpatori
dell'altrui, ambitiosi, fastosi, negligenti, & a maggiori disubidienti:
facciamoli vedere quanti maleficij sono da essi nati, quante rovine
hanno causate et de quanti danni sono stati cagione al mondo. oh Dio
perche non sono tutte le femine del mio animo: direi piu oltre di quel
che io dico, cosi il sdegno non me indebolisse la mano: farò adunque
per hora fine al scriver mio, pregandovi ad esser d'animo forte, &
costante, & a ricuperare la feminil libertà gia molti anni fa perduta.
dalla Sforzesca alli XII. d'Aprile.