CREUSA FLORIDA CONTESSA DI PRATA ALLA MAGNIFICA M. CORNELIA CONTARINI.

Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti rispetti

molto grata; hor in questa parevami di esser molto ripresa per non

dir biasimata per istare troppo in solitudine, attribuendo voi il

mio star solitaria a soverchia avidità di studiare: io non niego già

che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi sempre

piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, che anchora che le

lettere non mi fussero si grate (come elle sono) nondimeno, volentieri

solitaria diverrei tanta è la dolcezza che di quella al presente ne

sento: tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo oltre

che non mi mancano molti essempij di valorosissime persone, dalli

quali tutta via mi ci confermo in amarla in seguirla, & in essortar

ogn'uno ad abracciarla; so che sapete qualmente. Simon Benlocai,

che fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni solitario in

una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse quel celeste libro,

detto nella hebraica lingua Zoar, & nella nostra luminar maggiore.

Mentre il padre Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque

felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente nel fondo

delle miserie: & mentre Abraamo stette in solitaria vita, fu degno

di favellar con Iddio. Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna;

credete voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & molta

contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto di Alessandria,

ci havesse Sessant'anni senza mai pentirsene perseverato? Steteci M.

Maddalena trenta anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin

ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael trentasette:

Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, & Pione Abbate trenta.

Se vi volessi hora recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne

che furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei a capo

in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei spiriti pel mezzo

della santa solitudine. si unirono già con Iddio, & mai non se ne

disciolsero deverrebbe questa mia risposta alta piu che non sono le

Decadi di Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto

cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi ha dato potete voi

hoggidi star in alcuna conversatione, & non udire mormorare, mentire,

spergiurare, giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi

offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, se ne può

hoggidi astenere? tanto è posto in uso, questa mala creanza: mi sono

alle volte sentita scoppiare di dolore, trovandomi per mala sorte

in simili conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser

confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia ò l'Egitto:

imperoche tutte non hanno i modi vostri, ne la modestia, di che Dio

vi dotò, tutte non possono, ne sanno essere simili a voi, (a voi dico)

rara Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo della

santa scrittura. SEDEBIT SOLITARIUS ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE SUPRA

SE; che tutta non m'infiammi d'amore di vita solitaria, & non mi venga

voglia di abbandonare sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria

a ritrovare il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso il Torrente

di Carith, ove solito era di riposarsi il Zelote Elia. Solevamo già

(come sò che meglio di me sapete) pur che ramentar ve ne vogliate

solevamo dico, habitare non unitamente, come hora facciamo, ma chi

quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse l'auttore) sperando di

riportarne maggior consolatione, & forse che cio avvenutoci sarebbe;

se Sathanasso nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia non fusse

venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone nel cuore, il veleno

dell'ambitione, della malevoglienza, & della maladicentia. Ma se qui

non raffreno il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi

di tanta copia in lode della solitudine, & in biasimo delle moderne

conversationi, che io non so quando mi saperò uscir da si profondo

Pelago rimanetevi adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di

Settembre.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 202 / 268 题