Hebbi alli di passati una vostra che mi fu per infiniti rispetti
molto grata; hor in questa parevami di esser molto ripresa per non
dir biasimata per istare troppo in solitudine, attribuendo voi il
mio star solitaria a soverchia avidità di studiare: io non niego già
che li studi delle buone lettere non mi piaccino, & sienomi sempre
piacciuti: dico però alla Magnificentia vostra, che anchora che le
lettere non mi fussero si grate (come elle sono) nondimeno, volentieri
solitaria diverrei tanta è la dolcezza che di quella al presente ne
sento: tanto è il frutto che di quella à tutte l'hore traggo oltre
che non mi mancano molti essempij di valorosissime persone, dalli
quali tutta via mi ci confermo in amarla in seguirla, & in essortar
ogn'uno ad abracciarla; so che sapete qualmente. Simon Benlocai,
che fu compagno di Geremia Propheta col star vent'anni solitario in
una stretta spelonca fu cagione ch'egli ci desse quel celeste libro,
detto nella hebraica lingua Zoar, & nella nostra luminar maggiore.
Mentre il padre Adamo visse nel Paradiso solo, fu colmo di qualunque
felicità: come egli fu accompagnato; cadde repentinamente nel fondo
delle miserie: & mentre Abraamo stette in solitaria vita, fu degno
di favellar con Iddio. Ma ditemi per cortesia, Magnifica Madonna;
credete voi che se nel star solo, non ci fusse infinita gioia & molta
contentezza? Che Silvia, figlia di Ruffino prefetto di Alessandria,
ci havesse Sessant'anni senza mai pentirsene perseverato? Steteci M.
Maddalena trenta anni: Basolo quel venerabil padre quaranta: Beniamin
ottanta: Amata, donna santissima quaranta: Natanael trentasette:
Capitone ottanta: Ugone Ciartosino, Cinquanta, & Pione Abbate trenta.
Se vi volessi hora recitare il Catalogo de gli huomini & delle donne
che furono piu di me amici della solitudine, non ne verrei a capo
in tre giorni. Se vi volessi narrare quanti bei spiriti pel mezzo
della santa solitudine. si unirono già con Iddio, & mai non se ne
disciolsero deverrebbe questa mia risposta alta piu che non sono le
Decadi di Livio. Ditemi S. mia (che ve ne supplico) per quell'alto
cuore, & per quello chiaro intelletto, che Iddio vi ha dato potete voi
hoggidi star in alcuna conversatione, & non udire mormorare, mentire,
spergiurare, giudicar, mordere, tassare, straparlare, & in mille modi
offendere il prossimo? qual animo pio, forte & costante, se ne può
hoggidi astenere? tanto è posto in uso, questa mala creanza: mi sono
alle volte sentita scoppiare di dolore, trovandomi per mala sorte
in simili conversationi; havrei certamente piu tosto voluto esser
confinata nella piu aspra solitudine c'habbi la Capadocia ò l'Egitto:
imperoche tutte non hanno i modi vostri, ne la modestia, di che Dio
vi dotò, tutte non possono, ne sanno essere simili a voi, (a voi dico)
rara Phenice di virtu & di bontà. Io non leggo mai quell'oracolo della
santa scrittura. SEDEBIT SOLITARIUS ET TACEBIT, ET ELEVABIT SE SUPRA
SE; che tutta non m'infiammi d'amore di vita solitaria, & non mi venga
voglia di abbandonare sin'a me stessa, & andarne ne deserti della Siria
a ritrovare il picciolo Tugurio di Ilarione; o vero presso il Torrente
di Carith, ove solito era di riposarsi il Zelote Elia. Solevamo già
(come sò che meglio di me sapete) pur che ramentar ve ne vogliate
solevamo dico, habitare non unitamente, come hora facciamo, ma chi
quà, chi là: ci unimo poi (non sò chi ne fusse l'auttore) sperando di
riportarne maggior consolatione, & forse che cio avvenutoci sarebbe;
se Sathanasso nemico di ogni pace, & di ogni santa concordia non fusse
venuto a turbar le dolcezze nostre, soffiandone nel cuore, il veleno
dell'ambitione, della malevoglienza, & della maladicentia. Ma se qui
non raffreno il scrivere mio & non pongo giu la penna sento abbondarmi
di tanta copia in lode della solitudine, & in biasimo delle moderne
conversationi, che io non so quando mi saperò uscir da si profondo
Pelago rimanetevi adunque in pace, & amatemi da Prata alli VI. di
Settembre.