Fu l'altro giorno a visitarci un padre dell'ordine vostro, & mi disse
ch'eravate si mal contenta d'esservi fatta monaca, che pensavate
uscirne, & pigliar marito desiderosa d'haver figliuoli. deh non voglia
Iddio che senta mai si strana nova che la mia Camillina pentita di
esser sposa di Christo si sia fatta soggetta a un'huomo fragile,
caduco, & mortale, et a quel render (come schiava) ragione d'ogni
sua attione: è possibile che si nobil animo & si generoso spirito si
voglia far vasallo, delle maschili intemperanze. sorda piu tosto possa
io divenire, anzi che mai intender cotai novelle: ma che desiderio è
questo d'haver figliuoli? havete voi paura, che'l mondo venga meno?
anchora non havete provato gli affanni che vi si sentono. Oime quando
veggo venir qualche donna gravida a visitarci, mi viene pur gran pietà
di loro veggendole andar si stentatamente, sempre ansiando, con que
volti stampati di color di morte, con quelle labra si pallide, & senza
sangue, con quelle perpetue nausee, con que strani appetiti ch'odo che
le hanno di mangiar carboni, terra, gesso, & simili cose. Ma quando
leggo nella sacra scrittura quella comparatione, sentirai dolori, da
donna di parto, & quella gran maledittione data nel Genesi PARIES IN
DOLORE FILIOS: tutta in lor servigio mi racapricio, & benedico quella
santa intentione che venne al S. mio padre; percioche monaca facendomi
ho campato quella terribil sententia. d'Iddio; fate a mio modo
dolcissima sorella, pensateci bene, non correte a furia, consigliatevi
con la ragione & non con l'appetito. Frenate i sensi con l'assidua
cogitatione della triomphante croce di Giesu Christo, alquale vi
raccomando di continuo con le mie fredde orationi. Il Spirito Santo le
riscaldi col suo virtuosissimo fuoco. Da S. Antonio alli III. d'Aprile.