Quando sara mai vita mia cara et dolce anima mia, quando sarà dico, che
ritorniate a Piacenza, laqual senza voi si poco mi piace, che niente
meno. Quando fu mai che lasciaste quel Pesaro dificato per mio danno
& a noi, che piu ardentemente vi desideriamo, che non fa il cieco la
perduta luce facciate subito ritorno? Siami lecito di usar le sante
parole della divina scrittura favellando con persona piena di santità,
& dirvi REVERTERE, revertere sunamitis ut intueantur te. Deh che
paiono le vicine vostre, non vi veggendo paiono smarrite, et stanosi
maninconiche, non potendo piu contemplare il vostro reale aspetto, non
potendo piu vedere le gentili maniere, ne udir quei soavi accenti, ò
quelle sante parole che vi escono di bocca, atte ad infiammar un cuor
di ghiaccio: non altro. Di Piacenza alli III. d'Aprile.