Hò fatto chiamare in casa mia, quanti medici sono in Ferrara (parlo de
dotti) & non de certi che ne sanno meno delle lor mule: & ho favellato
dell'indispositione di vostra sorella, ispetialmente del largo flusso
delle purgagioni, & sonosi risoluti tutti di non potergli dar il
piu prestante rimedio dell'infrascritto. Piglierete sole di scarpe ò
di pianelle vecchie, & spolverizatele, pigliate poi delle frondi di
alloro, & cotte che le sieno, fatene una suffumigatione per le parti
di sotto fatto che haverete questo: pigliarete seme di ortica, &
corno di cervo ridotto in polvere & daretegliene bere: il mangiar suo
sia di galline cotte, mangi del pane d'orgio, peschi freschi & cotti
nell'aceto: beva de la ptisana fatta con perfetto orgio, nella quale,
sia primieramente cotta radice di piantagine: fareteli porle ventose
fra le mamelle: dategli ber del suco del semprevivo col vino; questi
sono i rimedij d'importanza, et vi faccio saper che Ferrara non ha
d'haver invidia a que dotti tempi che videro Ascelpiade, Nicomaco,
Erasistrato, Oribasio, Nicerote, Podalirio, Themisone, Theombrotto,
& il Massiliense Crina. ci habbiamo dui Antonij, l'un pare, anzi
superiore, a quell'antico Antonio Musa: & l'altro dalla luce, che alli
oscuri & duri morbi recar suole Luceio fu da Lusitani prima detto: se
il primo Antonio fu medico di Augusto, questo moderno, di cui favello,
è medico di Hercole, & è tanto maggior dell'antico in espugnar le crude
infirmità, quanto fu piu forte Hercole di Augusto: ne altro di questo
vi scrivo, attendete a conservarvi in sanità & procaciare che altri pel
vostro mezo si risani. Di Ferrara alli XX. di Luglio.